Venezia sotto osservazione, la politica faccia il suo lavoro

Venezia sotto osservazione, la politica faccia il suo lavoro

7 Luglio 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Nella 40sima Commissione UNESCO che si terrà a Istanbul dal 10 al 20 luglio prossimi, uno degli argomenti all’ordine del giorno potrebbe essere il sito di Venezia.

Venezia sarebbe stata oggetto di un vero e proprio “ultimatum”: se entro il primo febbraio2017  il Governo e la città non saranno in grado “di presentare un rapporto dettagliato sulle misure urgenti prese per difenderla dall’eccessiva pressione turistica, dal passaggio delle Grandi Navi in Bacino San Marco, dal traffico acqueo eccessivo che sta minando la laguna, dalle minacce al suo patrimonio monumentale e al suo ecosistema, il Comitato dell’organismo delle Nazioni unite per la cultura potrebbe inserire Venezia e la sua laguna nella lista dei siti del Patrimonio dell’umanità in pericolo”. Nel frattempo verrebbe chiesto  di fermare tutti i nuovi progetti di trasformazione.

Questa presa di posizione nata dal rapporto stilato dagli ispettori UNESCO che lo scorso ottobre hanno completato un sopralluogo di una settimana per verificare “lo stato di salute” della città, sul quale l’UNESCO stesso aveva già espresso delle perplessità nel 2014. Il rapporto dovrebbe quindi alimentare una risoluzione, che dovrebbe essere approvata dal Comitato del Patrimonio mondiale nella sua sessione annuale in Turchia.

Secondo il rapporto, preoccupa che le trasformazioni in corso stiano “minacciando l’ecosistema lagunare e il suo rapporto con la città, provocando cambiamenti irreversibili, ma anche la perdita di coerenza architettonica e urbanistica della città storica, minando la sua stessa identità”.

Secondo quanto riportato dal quotidiano locale “La Nuova Venezia”, questi sono  i punti “caldi” del rapporto in questione.

Strategia di turismo sostenibile. L’Unesco chiede anche al Governo italiano e al Comune di Venezia l’adozione di una strategia di turismo sostenibile per la città, con un piano di gestione aggiornato che salvaguardi dai flussi crescenti l’immagine della città. La missione degli ispettori Unesco infatti «ha notato che la relazione tra la capacità della città, il numero dei residenti e il numero dei turisti è completamente sbilanciato e causa un danno significativo, in particolare attraverso la conversione in appartamenti ad uso turistico. Si nota altresì una carenza di manutenzione degli immobili». Si chiede inoltre che il piano per un turismo sostenibile non sia frutto solo delle decisioni delle autorità – Stato e Comune – ma coinvolga anche i cosiddetti “portatori di interesse” e cioè categorie e associazioni, senza tagliarli fuori.
Stop alle Grandi Navi e all’aumento del traffico acqueo. La bozza di risoluzione Unesco ribadisce la sua richiesta allo Stato italiano «di far rispettare i limiti di velocità e di regolare il numero e il tipo di barche in Laguna nei canali». E chiede con urgenza il divieto di ingresso delle Grandi Navi e delle navi petroliere in laguna, mettendo in atto la pianificazione e le misure necessarie a tal fine. Anche in questa chiave, chiede al Governo italiano di fermare tutti i nuovi progetti di sviluppo e di trasformazione proposti – compreso quindi lo scavo del canale Tresse Nuovo proposto dal sindaco Luigi Brugnaro e dal presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa – prima che l’Unesco valuti il pacchetto di misure urgenti per la tutela di Venezia che dovrà esserle presentato entro il primo febbraio 2017.
Secondo il rapporto degli ispettori Unesco venuti in sopralluogo lo scorso anno, lo scavo di nuovi canali profondi per la navigazione e il nuovo terminal portuale, aggiunti alla trasformazione di edifici a scopo turistico potrebbe provocare danni irreversibili allo «straordinario valore universale del sito». Dubbi anche sull’impatto del Mose e sul fatto che il nuovo sistema di dighe mobili sia adeguato a fronteggiare il pronosticato innalzamento del livello del mare provocato dall’effetto serra.

Con 21 soggetti a comporre il “Comitato di Pilotaggio”  (fra Comuni, Regione, varie Soprintendenze, la Diocesi e l’Autorità Portuale) non è semplice gestire gli interessi di ciascuno e al tempo stesso lavorare in sinergia verso a tutela e la valorizzazione di questo luogo tanto bello quanto complesso. E’ auspicabile che si riesca a raccontare anche il grande lavoro fatto fino ad ora e a valutare un tavolo operativo, nel quale le parti chiamate in causa in questo processo, in primis il Governo italiano, mettano in campo misure reali perla città e la sua laguna, che ne preservino la bellezza ma non mortifichino le attività e le peculiarità del territorio.