Al Louvre dopo gli attentati, fra comfort e sicurezza

Al Louvre dopo gli attentati, fra comfort e sicurezza

15 Luglio 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Meno code, più comodità, più sicurezza. E soprattutto, “una Piramide rinnovata”. Perché è da lì, dalla costruzione in vetro e metallo ideata da Pei e varata nel 1989, “che tutti vogliono entrare al Louvre”, spiega Jean-Luc Martinez, il direttore del Louvre.
Martinez sa che il Louvre deve riprendersi dopo l’annus horribilis del post-attentati, prima Charlie Hebdo, poi il 13 novembre: “ci sono stati giorni – ha detto oggi in una conferenza stampa per quello che ha presentato come il nuovo volto di un Louvre ‘più accogliente’ – in cui qui non c’era nessuno”. E si parla del museo più grande del mondo, con code che oscillano fra un’ora e mezzo e tre ore. “C’è stato un crollo nei primi giorni del 2015, dopo Charlie Hebdo – ammette Martinez – poi a marzo la frequentazione è risalita, infine un crollo peggiore dopo novembre. I frequentatori che risultano più in calo sono i giapponesi”. Ma anche gli italiani non scherzano: al 2/o posto insieme ai cinesi nel 2014 (5,4%) dietro agli americani (12,6), sono crollati al 3,8% nell’ultimo trimestre 2015. “Siamo attorno al meno 16% da novembre, più o meno le stesse cifre del castello di Versailles o di altri siti – spiega Martinez – per questo abbiamo pensato anche a rafforzare la sicurezza. Ci troviamo di fatto in un’antica fortezza, questo rende più facile la sua protezione. In più ci sono due portici per il metal detector all’entrata, soldati armati che sorvegliano l’esterno, fino al Lungosenna, un sistema di griglie di protezione che abbiamo ristrutturato e che consente di bloccare tutti gli accessi in caso di attacco”.

Ma Martinez non guarda soltanto l’emergenza. Sa che da quando il Louvre è diventato Grand Louvre, negli anni Ottanta con Mitterrand, i visitatori sono triplicati, arrivando a 9 milioni all’anno. E per farli sentire a loro agio, sponsor e mecenati (in prima fila gli Emirati arabi, che contribuiscono per la presenza della filiale del Louvre a Dubai) hanno sborsato 53 milioni di euro per rendere il museo della rue de Rivoli più attraente: ingressi raddoppiati (e file dimezzate), valorizzazione della passerella al mezzanino (si può fare il giro degli accessi alle diverse ali del Louvre senza scendere ogni volta nell’atrio, una app per la geolocalizzazione che guida i visitatori da un’opera a un’altra indicando il percorso migliore. Scomparso il grande bancone di informazioni al centro, sotto la Piramide, lo spazio interno per chi deve orientarsi fra biglietteria, guardaroba, deposito oggetti di valore, toilettes e i vari ingressi è più ampio e molto più razionale. Tutto più rapido e più facile da capire. Tutto più silenzioso, con i pannelli acustici che assorbiranno il brusio che stordisce durante le attese prima di entrare nei padiglioni. E anche tutto più comodo: “la visita al Louvre dura in media due ore e 45 minuti – spiega Martinez – i nostri dipendenti passano il tempo a invitare folla seduta in terra ad alzarsi. D’ora in poi, finalmente, avremo sedie e panche per chi vuole riposarsi”.

Fonte: ANSA.it