Istanbul: lavori sospesi per la Commissione UNESCO, si allunga la WHL

Istanbul: lavori sospesi per la Commissione UNESCO, si allunga la WHL

18 Luglio 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

E’ stata sospesa ieri sera a Istanbul – con qualche giorno di anticipo rispetto alla data prevista di chiusura dei lavori – la 40sima sessione della Commissione World Heritage UNESCO, dopo lo stop obbligato deciso a seguito del tentativo di golpe nel paese ospitante.

Nei giorni di lavori la Commissione ha accolto nell’ambita Lista UNESCO  21 nuovi siti : 12 culturali, 6 naturali and 3 misti. La “World Heritage List”, lista del patrimonio culturale UNESCO adesso conta 1052 siti in 165 paesi.

Durante i lavori è stato esaminato lo stato di conservazione di 155 siti: alcuni di questi sono stati iscritti nella lista dei siti “in pericolo”, mentre il sito di  Nan Madol –  Ceremonial Centre of Eastern Micronesia (Micronesia) è stato iscritto contemporaneamente sia nella WHL che in quella dei siti a rischio. 

La 41sima sessione della Commissione si terrà nella città di Cracovia in Polonia nel luglio 2017. 

I Siti culturali iscritti:

  • Arsenali navali di Antigua e relativi siti archeologici, (Antigua and Barbuda), primo riconoscimento UNESCO per questi paesi
  • L’opera di Le Corbusier, contributo inestimabile al Movimento Moderno (Argentina, Belgium, France, Germany, India, Japan, Switzerland)
  • Cimitero Tombale Monumentale Medievale di Stećci (Bosnia and Herzegovina, Croatia, Montenegro, Serbia)
  • Complesso Moderno di Pampulha (Brazil)
  • Pitture rupestri di Zuojiang Huashan – (China)
  • Sito archeologico di Philippi (Greece)
  • Archaeological Site of Nalanda Mahavihara (Nalanda University) at Nalanda, Bihar, (India)
  • The Persian Qanat (Islamic Republic of Iran)
  • Nan Madol: Centro cerimoniale della Micronesia dell’Est (Federated State of Micronesia)
  • Dolmen di Antequera, (Spain)
  • Sito archeologico di Ani (Turkey)
  • Complesso delle Cave di Gorham (United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland)

I Siti naturali:

  • Mistaken Point (Canada)
  • Hubei Shennongjia (China)
  • Deserto di Lut (Islamic Republic of Iran)
  • Tien-Shan occidentale (Kazakhstan, Kyrgyzstan, Uzbekistan)
  • Arcipelago de Revillagigedo (Mexico)
  • Parco della Riserva marina naturale di Sanganeb e della baia di Dungonab – Parco delle Isole di Mukkawar (Sudan)

I così detti siti misti, naturali e culturali:

  • Ennedi Massif: paesaggio naturala e culturale (Chad)
  • Parco Nazionale di Khangchendzonga (India)
  • Ahwar – Irak meridionale: Rifugio della Biodiversità e dei paesaggi antichi delle città della Mesopotamia (Iraq)

Sono stati invece inseriti 8 siti nella lista del patrimonio in pericolo, 5 dei quali si trovano in Libia: 

  • Sito archeologico di Cirene (Libya)
  • Sito archeologico di Leptis Magna (Libya)
  • Sito archeologico di Sabratha (Libya)
  • Pitture rupestri di Tadrart Acacus (Libya)
  • Città vecchia di Ghadamès (Libya)
  • Città vecchia di Djenné (Mali)
  • Centro storico di Shakhrisyabz (Uzbekistan)
  • Nan Madol: Centro cerimoniale della Micronesia dell’Est (Federated State of Micronesia)

Il sito georgiano del Monumento Storico di Mtskheta è stato invece rimosso da questa stessa lista, come accade ogniqualvolta che, per fortuna, vengono meno le condizioni sociopolitiche e/o ambientali che mettono a repentaglio il sito. 

La 40sima sessione della Commissione si riunirà a Parigi il prossimo ottobre, per esaminare quei punti all’ordine del giorno che, per motivi di sicurezza – vista la stazione in Turchia – non sono stati discussi nei giorni scorsi.