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“Padova Urbs Picta”, il Comune boccia i fondi per il Piano di Gestione

Il Consiglio Comunale di Padova ha deciso di non rifinanziare la stesura del Piano di Gestione per “Padova Urbs Picta”, il progetto che vuole candidare alla WHL UNESCO la Cappella degli Scrovegni, affrescata tra il 1303 e il 1305 da Giotto e che costituisce uno dei massimi capolavori dell’arte occidentale, assieme alla Basilica del Santo, il Palazzo della Ragione, i musei Eremitani, la cappella della Reggia Carrarese, l’oratorio di San Giorgio, la chiesa degli Eremitani, il Battistero del Duomo e l’oratorio di San Michele. Nove capolavori che fanno di Padova, «universalmente riconosciuta», la «Capitale dell’affresco del Trecento».

Negli ultimi anni, infatti, la Commissione Italiana UNESCO e la stessa amministrazione locale hanno seguito un percorso condiviso affinché  questo scrigno prezioso possa essere inserito fra i siti patrimonio UNESCO ma, perché la trafila della candidatura sia completa, così come la documentazione richiesta, è conditio sine qua non che ogni sito candidato presenti il proprio Piano di Gestione, atto a indicare quali saranno i canoni e le direttive in fatto di tutela e valorizzazione che dovrà seguire chi gestirà il sito, in questo caso quindi la stessa amministrazione padovana.

Durante l’incontro del Consiglio Comunale tenutosi ieri, il consigliere Margherita Colonnello ha richiesto, tramite un emendamento sul Documento Unico di Programmazione 2017-19, una copertura di 15.000 euro da destinarsi alla conclusione della redazione dell’indispensabile P.d.G. di “Padova Urbs Picta”, al fine di recepire le richieste e raccomandazioni della Commissione Unesco e di poter finalmente inviare la richiesta all’UNESCO a Parigi.

“La maggioranza del Consiglio Comunale ha votato contrario alla proposta di sostenere ulteriormente la candidatura della Cappella degli Scrovegni e del patrimonio pittorico del ‘300 a Patrimonio dell’Umanità protetto dall’UNESCO. – ha annunciato ieri sera la consigliera dalla sua pagina FB, spiegando che – La candidatura non è mero esercizio compilativo, ma un’operazione di altissimo profilo culturale in cui il meglio delle risorse della città viene coinvolto. Spiace che una tale iniziativa, che riempirebbe d’orgoglio i Padovani, venga tarpata solo perché proposta dalla minoranza.”.

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