Reggia di Caserta, la formazione come esperienza di valorizzazione del Patrimonio

Reggia di Caserta, la formazione come esperienza di valorizzazione del Patrimonio

29 Luglio 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

«Due anni dopo la firma di quel protocollo siamo ancora una volta qui a testimoniare il felice connubio fra patrimonio culturale e istruzione». Queste le parole con cui il Sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali e al Turismo, Antimo Cesaro, intervenuto in settimana al convegno “Crescere in Alternanza: l’esperienza Buonarroti – Reggia di Caserta”, tenutosi presso la Sala della Gloria di Palazzo Reale.

“La formazione come esperienza di valorizzazione del patrimonio, il patrimonio come esperienza di potenziamento della formazione”: questo il principio che il 28 maggio 2014, ha ispirato la sottoscrizione del Protocollo d’intesa triennale tra MiBACT e MIUR, volto a creare un ponte fra il sistema dei beni culturali e le scuole italiane. 

«L’alternanza scuola-lavoro è uno dei perni della cosiddetta legge sulla “buona scuola”, che vuole invertire il paradigma “prima imparo, poi faccio” su cui per tanti anni si è incentrata la didattica in Italia, creando uno scollamento fra sistema educativo e mercato del lavoro» – ha spiegato Cesaro, che ha poi continuato: «Ampliare e diversificare le modalità, i tempi, i luoghi dell’apprendimento: tutto ciò permette agli studenti di prendere pienamente coscienza delle loro attitudini e competenze. L’esperienza diventa così un momento di scoperta e di valorizzazione della propria vocazione professionale, come ci auguriamo sia avvenuto per i 74 alunni dell’Istituto Tecnico M. Buonarroti di Caserta, coinvolti nei sette percorsi formativi ideati per loro e nati dalla stipula della convenzione fra Antonia Di Pippo, dirigente del Buonarroti e Mauro Felicori, Direttore della Reggia di Caserta».

«La costruzione di percorsi di alternanza scuola-lavoro nel campo della cultura – ha concluso il Sottosegretario – ci rende ottimisti sul futuro di questi territori e dei loro più giovani cittadini che, grazie all’esperienza maturata sul campo, avranno più chiaro il valore identitario del nostro inestimabile patrimonio culturale».

Fonte: MiBACT