FONDO CULTURA ICS, mossi investimenti per oltre 100 milioni di euro

FONDO CULTURA ICS, mossi investimenti per oltre 100 milioni di euro

20 Dicembre 2021 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Venerdì 17 sono stati presentati a Roma i risultati di FONDO CULTURA ICS, investimenti in campo culturale grazie al Fondo per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale – Comparti Garanzie e Contributi in conto  Interessi , attivati presso ICS con il Decreto Rilancio del 2020. 

I due Comparti, con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro ciascuno, consentono di prestare garanzie per 40 milioni di euro complessivi e concedere contributi in conto interessi, sui finanziamenti erogati dall’ICS o da altro istituto bancario convenzionato, destinati a Enti territoriali e pubblici, imprese e soggetti privati del mondo culturale, per interventi, iniziative e attività di tutela, protezione, conservazione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e immateriale. Il variegato mondo della cultura può, quindi, usufruire di facilitazioni e agevolazioni per il rilancio del settore, duramente colpito dalla crisi indotta dalla pandemia.

In soli 7 mesi di operatività, l’intero plafond di 10 milioni del Comparto dei Contributi in conto interessi è stato esaurito, a supporto di 71 progetti – pubblici e privati – che hanno ottenuto il parere favorevole di ammissibilità da parte della Commissione tecnica di valutazione, presieduta da Andrea Cancellato.

Per gli Enti Locali, tra Comuni e Province, sono stati presentati e approvati 60 progetti relativi a finanziamenti ICS per un ammontare di circa € 51 milioni, che contribuiranno ad attivare investimenti per oltre € 84 milioni.

Per i soggetti privati, che usufruiranno anche della garanzia pubblica, i pareri favorevoli della Commissione Tecnica di valutazione sono relativi a 11 progetti per investimenti complessivi di oltre € 20 milioni, deliberati o in via di deliberazione da parte di ICS.

“Oggi – ha dichiarato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini – presentiamo i risultati di una delle due componenti in cui si articola il Fondo Cultura, una delle idee più innovative degli ultimi tempi. In solo un anno e mezzo di lavoro, grazie all’impegno di tutte le realtà coinvolte, importanti risorse saranno ora disponibili per tante realtà culturali del Paese. Questo strumento, pensato in piena pandemia per sostenere la cultura in un momento particolarmente difficile, si dimostra così pienamente efficace ed efficiente. L’Italia si rivela così ancora una volta capace di sperimentare con successo un nuovo modello di intervento, in cui pubblico e privato si confrontano nel miglior interesse del patrimonio culturale nazionale”.

“Il Fondo Cultura – ha dichiarato il presidente dell’ICS, Andrea Abodi – in soli sette mesi di vita ha già dimostrato la sua piena efficacia, utilizzando al meglio le risorse pubbliche messe a disposizione dal Governo, attraverso garanzie e interessi, assistendo finanziamenti in concessione e facilitando investimenti pubblici e privati dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Nel 2022 – conclude Abodi – ci poniamo almeno tre obiettivi: una crescita importante dei finanziamenti erogati, la definizione di un modello di misurazione dell’impatto diretto, indiretto e indotto dei progetti finanziati con il sostegno del Fondo Cultura e una più ampia collaborazione del Fondo Cultura presso ICS con gli altri istituti bancari”.

“Questi pochi mesi di avvio del Fondo Cultura – ha dichiarato il presidente di Federculture, Andrea Cancellato – dimostrano la validità dello strumento che tutti insieme abbiamo chiesto e che il Governo, in particolare il Ministro Dario Franceschini, ha deciso di attivare, perché è stato capace di mobilitare progetti e investimenti in misura di gran lunga superiore alle risorse messe a disposizione, alcuni dei quali molto innovativi. Lo strumento del Fondo di garanzia, per la prima volta varato in campo culturale in Italia e sicuramente poco usuale in campo internazionale, equipara l’impresa culturale alle imprese industriali e commerciali tradizionali. La sua sperimentazione è utile anche per capire il grado di autofinanziamento del sistema. L’auspicio è che il Governo voglia continuare a rafforzare la dotazione di questo strumento che sarà sempre più utilizzato dalle imprese e dalle istituzioni culturali italiane”.

 

Dal punto di vista territoriale, i 71 progetti ammessi al beneficio dell’accesso ai Fondi sono così ripartiti: Area Nord Ovest 21%, Area Nord Est 18%, Area Centro 36%, all’Area Sud e Isole 25%. Per quanto concerne invece la tipologia di interventi: il 37% delle domande sono per progetti di restauro, 16% per ristrutturazione, 14% per manutenzione straordinaria, 13% per adeguamenti sismici, efficientamento energetico e abbattimento barriere architettoniche, 4% riguardano acquisto di patrimonio culturale e 16% per finalità diverse, tra cui progetti di digitalizzazione.

 

Con riferimento al patrimonio riqualificato evidenziamo il 41% progetti riferibili a immobili dall’alto valore culturale, il 12% per musei o aree archeologiche, pinacoteche o gallerie, 11% relativi a teatri, 10% per la riqualificazione di monumenti e 10% delle richieste per altre operazioni di conservazione e tutela, 6% a biblioteche, 7% per ville, parchi o giardini. Infine, il 3% richieste sono relative a riqualificazione e conservazione di oggetti o manoscritti.

 

Fonte: Uff. Stampa Federculture