Progettazione per la Cultura: investimenti tra tutela e gestione

Progettazione per la Cultura: investimenti tra tutela e gestione

20 Settembre 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Claudio Bocci – Direttore di Federculture – Consigliere Delegato Comitato Ravello Lab-Colloqui Internazionali – 

Il 5 settembre scorso è scaduto l’Avviso MiBACT ‘Progettazione per la cultura’ finalizzato a favorire una più ampia visione strategica e l’innalzamento della qualità progettuale dei territori. Con una dotazione di risorse di 5,6 milioni di euro, l’innovativa azione promossa dal MiBACT è ispirata all’obiettivo di migliorare le condizioni di offerta e di fruizione del patrimonio culturale, in raccordo con l’attuazione della programmazione 2014-2020. Con l’Avviso del Ministero i territori del Mezzogiorno sono stati invitati a predisporre progetti integrati di valorizzazione e gestione, anche a fini turistici, del loro patrimonio culturale.

L’Azione, attivata in collaborazione con l’ANCI, ha richiesto che le proposte fossero presentate da singoli Comuni o da raggruppamenti di Comuni delle regioni meridionali (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, in cui insistono 19 dei 51 Siti inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco) e devono riguardare territori con popolazione di almeno 150.000 abitanti. Il provvedimento, – da tempo fortemente sostenuto da Federculture e più volte rilanciata nelle ‘Raccomandazioni’ di diverse edizioni di Ravello Lab-Colloqui Internazionali –, costituisce una rilevante innovazione che impegna i territori a superare l’approccio puntuale invitandoli a sforzarsi di condividere una strategia d’area vasta e un reale progetto di sviluppo a base culturale, saldamente agganciato ad un modello gestionale sostenibile. Obiettivo fondamentale dell’iniziativa è quello di elevare la qualità della progettazione delle amministrazioni pubbliche locali in campo culturale, con particolare riferimento ad ambiti territoriali che possiedono radici identitarie comuni, al fine di favorire processi di integrazione e gestione delle risorse territoriali condividendo una governance unitaria e favorendo un proficuo partenariato tra pubblico e privato. In particolare, l’iniziativa mira a sostenere lo sviluppo di proposte progettuali presentate dai Comuni finanziando la successiva predisposizione di progetti integrati di scala territoriale/locale. Il risultato atteso è quello della definizione partecipata di strategie a beneficio dei territori che, facendo perno sulle dotazioni di patrimonio culturale ed in generale sulle risorse che caratterizzano ambiti territoriali vasti, siano in grado di individuare specifiche linee progettuali coerenti con le programmazioni del fondi nazionali e comunitari, nella prospettiva di migliorare la fruizione e la gestione del patrimonio culturale anche a fini turistici.

La misura, introdotta dal Mibact con risorse della Politica di Azione e Coesione, mira a superare le principali criticità che fino ad ora hanno impedito di valorizzare efficacemente le cospicue risorse culturali del nostro Mezzogiorno, a partire dalla scarsa propensione, a livello locale, a collaborare nella definizione di comuni strategie di valorizzazione del patrimonio culturale e nell’individuare realistici piani di gestione che, in collaborazione con il privato, siano in grado di assicurarne la sostenibilità economica. All’Avviso hanno risposto oltre 50 raggruppamenti di Comuni di tutte le regioni destinatarie del provvedimento, nella stragrande maggioranza in rappresentanza di un partenariato istituzionale molto ampio che, in tempi davvero stretti e con il mese di agosto che non ha certo favorito il lavoro, si è misurato con una modalità innovativa di finalità strategiche e di assegnazione di risorse. L’importo finanziabile ammonta ad un massimo di 300.000 euro per ciascuno dei progetti ammessi, valutati da una Commissione ministeriale che dovrà fare in fretta il suo lavoro stante il vincolo di spesa entro luglio 2017 delle risorse assegnate. Nonostante le difficoltà, i Comuni coinvolti nel percorso progettuale hanno mostrato di apprezzare lo spirito del bando e si sono sforzati di superare particolarismi e localismi, in molti casi, coinvolgendo anche l’amministrazione periferica del Mibact, titolare dei grandi attrattori culturali di cui è ricco il nostro Mezzogiorno.

Anche grazie a questa misura è cresciuta la consapevolezza che la sfida posta dal processo di sviluppo dei territori può essere superata e vinta solo se si afferma una governance che promuova e consolidi una cultura di pianificazione strategica e di progettazione integrata e partecipata tra diversi livelli istituzionali che, sola, può favorire una reale innovazione nel processo di valorizzazione delle risorse culturali centrata sulla gestione sostenibile delle risorse. Il risultato atteso dal poderoso sforzo messo in campo dai territori, dunque, è quello di promuovere nuovi modelli di gestione (pur previsti dal Codice dei Beni Culturali del 2004 ma che fanno fatica ad emergere) e favorire la produzione di valore attraverso nuove imprese culturali. In questo scenario, di particolare rilievo il ruolo di accompagnamento attivo svolto dalla Regione Puglia che, da un lato, ha sollecitato i territori a tener conto degli ambiti territoriali derivanti dalla programmazione regionale (il Piano Paesaggistico e Territoriale Regionale, i Sistemi Ambientali e Culturali-SAC e i Distretti Produttivi, con particolare riferimento a quelli che incrociano le industrie creative e la filiera turistica) e, dall’altro, ha affiancato i territori con esperti di società in-house al fine di facilitare la costruzione del partenariato istituzionale e per accompagnare la formulazione dei progetti con forte carattere di innovazione, soprattutto in campo gestionale.

In attesa dell’operatività dei progetti finanziati, l’auspicio è che l’Avviso Mibact ‘Progettazione per la Cultura’ rappresenti un punto di non ritorno negli investimenti nel settore culturale agganciando stabilmente la spesa di tutela e salvaguardia del patrimonio a piani di gestione sostenibile da condividere tra i diversi livelli istituzionali e tra pubblico e privato. Proprio in ragione della rilevanza metodologica dell’approccio integrato in chiave gestionale, Federculture sta lavorando per estendere l’innovativa modalità d’intervento anche alle regioni del Centro-Nord.