La Cultura decimo punto del Piano Juncker?

La Cultura decimo punto del Piano Juncker?

23 Novembre 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

“Abbiamo proposto che alle dieci priorità del Piano Juncker se ne aggiunga una undicesima, quella della cultura”. Con queste parole il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha spiegato ieri – al termine del Consiglio dei ministri della cultura che si è tenuto  a Bruxelles – quali sono le proposte dell’Italia sul piano europeo. “Investire in cultura – ha sottolineato Franceschini – aiuta l’integrazione e fa bene all’economia europea”.

In base ai dati del board della Bei,  lo “European Fund of Strategic Investments“, generalmente chiamato Piano Juncker, sarebbe finora riuscito a mobilitare 154 miliardi di euro di investimenti sui 315 previsti sino al 2018, grazie all’effetto leva di 27,5 miliardi di fondi europei. Con venti progetti eseguiti, l’Italia è il primo Paese europeo per l’attuazione, seguita da Grecia, Estonia e Lettonia. Nei 27 Paesi Ue finora coinvolti dal Piano Juncker, sono stati approvati 151 progetti infrastrutturali pari a un volume di finanziamenti Efsi di 19,8 miliardi. A questi si aggiungono 234 accordi di finanziamento per le pmi, pari ad altri 7,7 miliardi targati Efsi, di cui beneficeranno 377.000 imprese.

In Italia uno dei grandi limiti del Piano è di non aver portato implementazione significativa alla struttura geografico-produttiva del nostro Paese, che presenta tante micro-imprese e un forte sbilanciamento economico territoriale. Su venti progetti eseguiti in Italia sono uno è stato presentato al Sud, in Sicilia, e riguarda la raffineria di Milazzo, non ci sono progetti dedicati alle zone interne, soprattutto le aree appenniniche, in parte devastate dai recenti terremoti che hanno colpito Lazio, Umbria e Marche.  In vista dell’eventuale European Fund of Strategic Investments – bis a lavorare alle modifiche del Piano Juncker sarebbe lo staff di Jyrki Katainen, l’ex premier finnico ora vice presidente della Commissione Ue con deleghe al lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività. Katainen punterebbe a facilitare le procedure del Fondo per favorirne le combinazioni con gli altri Fondi europei e a mobilitare l’European investment advisory hub allo scopo di aiutare nella realizzazione di progetti regioni, settori produttivi e imprese che abbiano scarsa dimestichezza con le procedure europee.