UNESCO, compiti per il 2017. Ripensare le città mettendo al centro la Cultura.

UNESCO, compiti per il 2017. Ripensare le città mettendo al centro la Cultura.

31 Dicembre 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

La Cultura ha il potere di rendere le città più prosperose, sicure e sostenibili, secondo il Report Globale UNESCO “Cultura, il Futuro Urbano”, presentato a Quito, Equador, in occasione della III Conferenza delle Nazioni Unite sulle politiche abitative   e lo sviluppo sostenibile – Habitat III. Il report raccomanda di costruire su risorse sostenibili per un’economia inclusiva e lo sviluppo sociale delle città.

L’urbanizzazione sta continuando a crescere in tutto il globo, si calcola che per il 2030 al mondo vi saranno 41 megalopoli, che ognuna delle quali accoglierà più di 10 milioni di abitanti. Nelle città, grandi o piccole che siano, i crescenti fenomeni migratori significheranno crescenti diversità culturali, che dovranno essere utilizzate come una fonte sostenibile di creatività, innovazione e sviluppo. Coe centri di scambio culturale e per lo sviluppo del patrimonio, le città reclamano spazi pubblici come luoghi per promuovere confronto, espressione creativa e interazione sociale. “Le città di domani devono essere progettate sulle persone ed essere resilenti, vivibili e inserite in un contesto quanto più naturale possibile, con forti influenze reciproche fra urbanesimo e realtà rurale, ricche di spazi pubblici di qualità.

Questo richiede politiche innovative ed integrate, che presentino la cultura al centro di tutta la programmazione urbana e la loro rigenerazione così da assicurare sostenibilità e una crescente qualità della vita delle persone che vi ci abitano”, ha detto Francsco Bandarin, Vice direttore generale per la Cultura dell’UNESCO.

Il report presenta 11 punti da raggiungere e un centinaio di casi di urbanizzazione “illuminata” alla luce delle nuove necessità sociali delle cittadinanze, nelle quali la cultura è il punto focale e il fulcro delle decisioni politiche relative alla vita dei cittadini. 

Fonte:  en.unesco.org