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A scuola per imparare che il Patrimonio Culturale è di tutti

Una giornata di lavoro fruttuosa quella che si è svolta ieri, lunedì 27 febbraio, presso la Sala Rosa dell’Educandato Statale della SS Annunziata a Firenze nell’ambito degli incontri organizzati e promossi dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO per presentare ai docenti e gli operatori scolastici il progetto “Patrimonio Mondiale nella #scuola”.

A fare gli onori di casa Giorgio Fiorenza, presidente dell’Educandato, assieme a Carlo Francini – City Manager del Sito UNESCO del Centro Storico di Firenze e coordinatore scientifico dell’Associazione – e Vittorio Gasparrini, Presidente del Centro per l’UNESCO di Firenze, che hanno ricordato alla platea – composta prevalentemente da docenti e operatori della scuola – quanto lavoro ci sia dietro la gestione di un sito UNESCO come quelle di Firenze e di come la scuola, come istituzione e luogo di riconoscimento sociale della comunità, possa essere di supporto alle attività di sensibilizzazione alla cura e alla condivisione del valore del Patrimonio Culturale.

Il progetto “Patrimonio Mondiale nella #scuola” è  finanziato con i fondi della L. 77/2006 del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo,  ed è stato ideato e sviluppato per divulgare la conoscenza del patrimonio italiano UNESCO e promuovere la consapevolezza del suo autentico valore e significato presso i cittadini più giovani.Basato sull’utilizzo di un portale web didattico – www.patrimonionellascuola.it – esso fungerà dunque da volano per la presentazione dei principi dell’UNESCO nei luoghi di formazione, affinché gli studenti di oggi, cittadini di domani, possano imparare ad apprezzare la ricchezza e l’importanza del patrimonio italiano, al fine di diventare attori principali della sua tutela e valorizzazione. 

A proposito del ruolo della scuola e delle sinergie che si devono creare e mantenere fra le istituzioni affinché il nostro Patrimonio diventi strumento di coesione sociale e volano di sviluppo, si è espressa Martina De Luca, Direzione Generale Educazione e Ricerca del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che ha spiegato i punti salienti del Piano nazionale per l’educazione al Patrimonio culturale. “Ciò che appare necessario adesso è che la scuola e la associazioni, che si muovono sui territori, lavorino assieme per permettere ai ragazzi di capire che il patrimonio culturale non è fatto di cartoline ma di luoghi ed opportunità, anche per il loro futuro. – ha detto la De Luca – Per questo è fondamentale implementare il sistema di alternanza scuola-lavoro e la fruibilità dei luoghi della cultura, che non devono essere ad appannaggio di pochi ma a disposizione di tutti.”

Proprio di alternanza scuola-lavoro ha parlato Chiara Bocchio di Heritage City_Lab – Università degli Studi di Firenze e Comune di Firenze che ha presentato le attività e i risultati di “Firenze PerBene: un progetto per la scuola”. Il percorso ha visti impegnati circa 200 studenti di un Istituto Tecnico Turistico e del Liceo Linguistico fiorentino in laboratori e diverse giornate di attività sul territorio, in pratiche di sensibilizzazione di turisti e residenti per aiutare le istituzioni a migliorare il grado di consapevolezza di residenti e visitatori rispetto al valore del sito Patrimonio Mondiale.

Di percorsi didattici mirati ai più piccoli ha invece parlato Raffaella Smaghi, della Società Val d’Orcia,  che ha presentato i Corsi sul Patrimonio Mondiale rivolti alle scuole del sito Unesco Val d’Orcia, testimoniando di quali e quante tematiche è possibile sviluppare nello storytelling, in full-immertion nella natura all’interno di un sito UNESCO come quello toscano, fino ad arrivare all’utilizzo di strumenti di gamification per “fidelizzare” i bambini al loro stesso territorio.

Silvia Roggero, della Cooperativa Impegno e Futuro e Opera della Primaziale Pisana, ha spiegato le attività sviluppate su Piazza dei Miracoli di Pisa per introdurre i ragazzi delle scuole medie al tema della connessione strettissima che esiste fra la storia e l’arte del passato con il nostro vivere contemporaneo, dai modi di dire ai percorsi che ogni giorno facciamo attraverso le nostre città.

Giacomo Genovesi, vice Presidente Fondazione Terre Medicee di Seravezza, ha invece insistito sui percorsi didattici nella Versilia medicea, attraverso i quali in un anno di attività oltre 2.000 giovanissimi hanno potuto non solo conoscere ed apprezzare gli elementi del Patrimonio che compete loro per territorialità ma anche imparare cosa è possibile fare affinché, prendendosene in carico come cittadini, sia possibile preservarne la bellezza e la voce, in quanto testimonianza di un comune passato.

Di testimonianza e voci delle tradizioni e di quanto queste ultime siano un importante tassello della nostra identità ha parlato Patrizia Nardi, Focal point Rete delle feste delle grandi Macchine a spalla italiane, che ha ricordato anche che “Salvaguardare il patrimonio culturale immateriale significa dare forza maggiore alle pratiche di tutela e valorizzazione del Patrimonio Materiale della WHL e la scuola, con la sua opera di formazione dei giovani, ha il compito fondamentale di far conoscere ai ragazzini questo patrimonio nella sua complessità e fragilità.”.

“Il portale e l’intero progetto di Patrimonio Mondiale nella #scuola vuole essere lo strumento con il quale gli insegnanti possano trasmettere agli allievi i principi dell’UNESCO e dell’idea di Patrimonio Mondiale. – ha sottolineato Mariangela Busi, coordinatrice scientifica del progetto per l’Associazione  Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO – In questi incontri noi cerchiamo di costruire dei rapporti stabili con le istituzioni scolastiche dei territori e con gli insegnanti stessi, perché assieme si possa lavorare sull’idea di conoscenza, consapevolezza e cura del patrimonio, perché questo diventi un canale di dialogo e pace.”.

A concludere la giornata di lavori Diletta Nicastro, autrice dei racconti della saga de “Il Mondo di Mauro & Lisi” che ha raccontato come si costruisce un romanzo giallo ambientato in un sito UNESCO e di come la lettura possa essere uno stimolo ad educare al patrimonio, anche con i suoi libri mozzafiato.

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