Modernizzazione : quando non è un rischio?

Modernizzazione : quando non è un rischio?

10 Marzo 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Fabio Viganò, per Bergamonews.it, ha intervistato il Digital Evangelist Michele Vianello, ex sindaco di Venezia e guru nel campo delle smart cities, dell’innovazione del territorio e dell’impresa sul tema della modernizzazione a Crespi d’Adda, villaggio industriale del Comune di Capriate, sito UNESCO dal 1995. 

“Crespi d’Adda a rischio modernizzazione? Beh, dipende di quale modernizzazione si tratta: se di una modernizzazione arrogante, bulimica ed invasiva, destinata a consumarne nel tempo la bellezza; o di una modernizzazione al contrario virtuosa, consapevole, funzionale, che parli il linguaggio delle nuove tecnologie e sappia ridare lucentezza al volto incartapecorito dell’ex fabbrica; preservando, magari, quel meraviglioso equilibrio che natura e azione umana hanno contribuito a forgiare. In una parola? illuminata. “

“Una città può essere definita smart quando gestisce in modo intelligente (“smart”, appunto) le attività economiche, la mobilità, le risorse ambientali, le relazioni tra le persone, le politiche dell’abitare e i metodi d’amministrazione”  ha spiegato Vianello.

Già, ma come? “Avvalendosi delle infinite possibilità offerte dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il consiglio che mi sento di dare agli attori coinvolti in questo straordinario progetto di riqualifica è quello di guardare all’universo di queste tecnologie: reti di sensori wireless, fibra ottica e internet degli oggetti.

“Per realizzare tutto ciò è necessario investire sulle persone ancor prima che sulle macchine. Il punto di partenza della Smart City è insegnare l’innovazione al cittadino, il quale si trova al centro del processo di un cambiamento fatto di social network, app, cloud computing, device mobili e cose nuove ma anche vecchie che vanno riassemblate. Le tecnologie sono nulla senza qualcuno che sappia usufruirne e interagire con loro”.

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