La “produzione culturale” in Italia, un asso tutto da giocare

La “produzione culturale” in Italia, un asso tutto da giocare

18 Aprile 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

-Claudio Bocci,  Direttore Federculture e Consigliere Delegato del Comitato Ravello Lab

La cultura è un eccezionale driver di sviluppo economico e, nel contempo, una rilevante piattaforma di coesione sociale. Gli indicatori e gli studi a questo proposito sono numerosi, ma il contributo della cultura all’economia e allo sviluppo è ormai accertato. Come riportato nel manifesto 2015 di ECBN European Creative Business Network, le ICC hanno costantemente partecipato, negli ultimi anni, alla competitività dell’economia europea più di qualsiasi altro comparto di attività, generando € 558 miliardi di valore aggiunto (4,4% del PIL totale dell’UE) per il quale impiegano 8,3 milioni lavoratori a tempo pieno (3,8% della forza lavoro totale di UE). Sul fronte dell’occupazione, inoltre, recenti ricerche europee hanno calcolato che il patrimonio culturale è in grado di generare 26,7 posti di lavoro indiretti per ogni occupato diretto nel settore.

Per questo l’Europa, nel quadro della Strategia UE 2020, ha sviluppato una serie di strumenti e programmi finalizzati a favorire un approccio integrato al patrimonio culturale, nuovi modelli di governance partecipativa della cultura e lo sviluppo delle industrie creative. Si tratta di temi che, sin dalla loro prima edizione, sono stati al centro delle riflessioni di Ravello Lab – Colloqui Internazionali, promossi dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e da Federculture. I Colloqui di Ravello, infatti, intendono fornire un contributo alla ridefinizione di politiche pubbliche focalizzate sul rapporto tra cultura, industrie creative e sviluppo dei territori sotto forma di documenti di proposta, le ‘Raccomandazioni di Ravello Lab’, rivolti al Governo, al Parlamento e a tutti gli stakeholders pubblici e privati, in cui sono posti in evidenza numerosi temi centrali del dibattito sulle politiche culturali italiane ed europee.

Giunti nell’ottobre scorso alla loro decima edizione,  le  ‘Raccomandazioni 2015’ sono state presentate mercoledì 6 aprile al Ministero per i beni culturali (e ora consultabili sul sito www.ravellolab.org) in un incontro in cui hanno partecipato, tra gli altri, il Prof. Pierpaolo Forte, Presidente della Fondazione Madre di Napoli, Giampaolo D’Andrea, Capo di Gabinetto del Ministro Franceschini, e Antimo Cesaro, neo Sottosegretario al Mibact.

Restituire centralità ai territori e alle comunità locali, veri protagonisti dei processi di pianificazione dello sviluppo locale; colmare la distanza tra comunità e patrimonio, incrementandone coscienza e conoscenza; integrare il trinomio tutela – valorizzazione – fruizione con una nuova componente, quella della produzione culturale; riformare, semplificare o deregolamentare l’impianto normativo burocratico connesso alle Industrie Culturali e Creative; reinterpretare il rapporto di cooperazione tra pubblico-privato anche nel sistema di accesso alla finanza e di agevolazione fiscale.  Queste sono solo alcune delle ‘Raccomandazioni’ emerse dalla decima edizione di Ravello Lab, il forum europeo su cultura e sviluppo che ogni anno coinvolge rappresentanti delle principali istituzioni italiane ed europee insieme ad amministratori, operatori ed esperti internazionali in un approfondito confronto sulle politiche culturali e sui processi concreti in grado di collegare la cultura all’innovazione sociale e allo sviluppo economico dei territori. Il lavoro della community di Ravello confluisce appunto nelle Raccomandazioni, documenti di proposta rivolti al parlamento e al governo nei quali si rintracciano molte indicazioni divenute oggi politiche e leggi operative.

Nel commentare le Raccomandazioni, il Presidente del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello, Alfonso Andria ha particolarmente evidenziato le strategie di rafforzamento del partenariato pubblico/privato per lo sviluppo locale a base culturale e gli strumenti innovativi a disposizione dell’industria creativa.  Ravello Lab, peraltro, non solo ha contribuito ad alimentare e qualificare il dibattito sulle tematiche critiche dello sviluppo a base culturale, ma ha anche prodotto spunti operativi e misure innovative. Gli esempi più significativi sono rappresentati dal programma delle Capitali italiane della cultura, lanciato dal MiBACT e ormai avviato, e dal Fondo Progettualità Culturale, il cui decreto attuativo è in procinto di diventare un avviso pubblico destinato ai territori delle regioni del Mezzogiorno. Entrambi i provvedimenti, infatti, sono stati oggetto di specifici disegni di legge presentati dallo stesso Sen. Andria nel corso della passata legislatura.

Durante l’incontro al MiBACT, Federculture e il Centro di Ravello hanno annunciato l’undicesima edizione di Ravello Lab, in programma dal 20 al 22 ottobre 2016, che continuerà a concentrare l’attenzione sulle risorse culturali e sulle industrie creative, con particolare riferimento alla governance partecipata, alla progettazione integrata, ai modelli di gestione, alla partnership pubblico/privato. Si tratta di tematiche in linea anche con le azioni portate avanti dal Mibact e dall’Associazione italiana dei Siti Unesco che riguardano la gestione delle eccellenze culturali del nostro Paese.  Una particolare attenzione sarà, infatti, dedicata ai Piani di Gestione Unesco che insistono sulla necessità di un approccio integrato al processo di tutela e valorizzazione delle eccellenze culturali del nostro paese. Sul tema si sono particolarmente diffusi l’Arch. Maria Grazia Bellisario, Dirigente dell’Ufficio Unesco del Segretariato Generale Mibact, e l’Ambasciatore Francesco Caruso, Consigliere del Presidente della Regione Campania per i Rapporti Internazionali e Unesco.

L’approccio integrato trova conferma anche nelle metodologie sviluppate dall’OECD (Organizzazione di Cooperazione e di Sviluppo economico), che attraverso il programma LEED (Local Economic and Employment Development) è partner dei Colloqui di Ravello già dal 2015. Per la prossima edizione l’OCDE-LEED si è già formalmente impegnata a rafforzare la collaborazione con il Centro di Ravello e Federculture e a definire temi in grado coniugare cultura e sviluppo territoriale.