Monte Peglia per il riconoscimento MAB Unesco

Monte Peglia per il riconoscimento MAB Unesco

14 Maggio 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Il progetto “Monte Peglia per UNESCO” del quale l’Associazione omonima, costituita da concessionari titolari di un interesse giuridico qualificato e diretto, tra i quali il sottoscritto e che il sottoscritto rappresenta, si fanno promotori, intende pervenire al riconoscimento internazionale “MAB UNESCO”, dedicato espressamente alla cura delle biodiversità per un sito ambientale composito e vario, il cui fascino ad una visione complessiva si accresce, e che si potrebbe ben definire “polmone verde” dell’Umbria.

Si tratta di luoghi della biodiversità e della memoria storica insieme che una serie di circostanze sembrano avere voluto tramandare e preservare ai giorni nostri: affinché si abbia il coraggio di scelte illuminate per preservare tali siti, attivarne le relazioni e le interdipendenze, non esporli a rischi, incentivare culture e propensioni nuove e diverse, agronomiche ed ambientali.

Vi sono  distensioni di cerri, di roverelle e lecci insieme e tutte le varietà appartenenti alla famiglia delle querce. E ad essi frammisti il carpinello, il corbezzolo, l’orniello, l’acero campestre, l’ailanto e la robinia e persino gruppi di pino nero innestati i primi del novecento. A ciò si accompagna una varietà estrema e mutevole fatta di eriche, cornioli e biancospini, vi è la filliera e il pungi topo, il lauro tino, il sorbastrello, la ginestra comune e dei carbonai, l’ontano, il prugnolo, e la rosa canina.Si aggiungono varietà selvatiche anche da frutto abbandonate e sopravvissute e riprodottesi ed oggi specie rare come il melo il pero il prugno e il ciliegio  selvatici ed uliveti storici impiantati negli anni risorgimentali e abbandonati.

Notiamo grandi potenzialità in varie parti per la sentieristica attuale tracciata in parte anche da fauna selvatica e sentieri storici presenti su mappa e tra essi un antico percorso che si reputa collegasse Marsciano a Todi e che da Poggio Aquilone scendeva nella valle costeggiando castelli oggi ridotti a ruderi perduti nel bosco come Castelvecchio. Sino a Parrano e alle sue Tane del diavolo, e alle acque termali, abitata dal paleolitico. Da Montegiove e dalla Scarzuola, dall’antico convento di San Francesco muovono parimenti antichi echi.

Il riflesso condizionato che la biodiversità di questi luoghi suscita è quello atavico di un luogo che è il paesaggio, ed il paesaggio rappresenta per definizione propria la varietà e la interazione tra le specie, che è antidoto anche alla frammentazione, e la varietà simbolica di culture, ed un messaggio interculturale profondo e ricco, costituzionalmente orientato.

Ed è il nostro convincimento anche che è la qualità dei progetti innovativi e di idee nuove, i quali attivino nuove ed evolute forme di coesione sociale, intorno alla difesa di beni costituzionali essenziali, tra i quali il  bene del paesaggio, che possono innescare fenomeni inaspettati e nuovi, anticorpi civili, ed una inversione di tendenza.

Fonte: Comitato Promotore “Monte Peglia per UNESCO”