A “Leogra, eredità di un paesaggio” il Premio Speciale Dolomiti UNESCO

A “Leogra, eredità di un paesaggio” il Premio Speciale Dolomiti UNESCO

2 Maggio 2022 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

“Il riconoscimento delle Dolomiti quale Patrimonio Mondiale rappresenta una sfida culturale, economica e sociale da portare avanti a 360 gradi. Una sfida che riguarda in prima persona gli enti e le istituzioni che ne curano la tutela e la valorizzazione, ma anche gli abitanti di questi territori e iniziative come questa nell’ambito del Trento Film Festival vanno nella giusta direzione perché ne valorizzano l’essenza”. Con queste parole, il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, nonché presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO, Mario Tonina ha accompagnato la consegna del Premio Speciale Dolomiti UNESCO, assegnato al documentario “Leogra, eredità di un paesaggio” di Andrea Colbacchini (Italia, 2022, 53’).

Presenti alla cerimonia di consegna del Premio Speciale Dolomiti UNESCO sabato 30 aprile al cinema Modena nella cornice del Trentino Film Festival il presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO Mario Tonina e la presidente della SAT – Società Alpinisti Tridentini Anna Facchini.

Il Premio è stato assegnato alla migliore pellicola che testimonia la consapevolezza delle comunità rispetto agli eccezionali valori universali riconosciuti da UNESCO e la capacità di una conservazione attiva del territorio. Il Premio Speciale Dolomiti UNESCO nell’ambito del Trento Film Festival è istituito dal 2017 da Fondazione Dolomiti UNESCO e SAT – Società Alpinisti Tridentini. Nelle motivazioni la Giuria del Premio specifica come il film affronti “con un buon ritmo documentaristico il racconto di quelle che oggi vengono chiamate montagne di mezzo che, assieme alla montagna interna e alle zone più marginali e poste agli estremi dell’arco alpino, soffrono gli effetti dello spopolamento, in questo caso facilitato anche dal richiamo della vicina pianura”.

Ad “Alpenland” di Robert Schabus (Austria, 2022, 90′), un documentario che “presenta in chiave comparativa il mosaico dell’arco alpino da occidente a oriente e nei due versanti, proponendo dei casi emblematici che ci mostrano e dimostrano le diverse contraddizioni che le Alpi stanno vivendo tra turismo, agricoltura e vocazione industriale, con punti di forza e di debolezza”, è stata assegnata invece dalla Giuria una menzione speciale.

 

Fonte: Fondazione Dolomiti UNESCO