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“A life in music” dal Regio di Parma il primo mobile game creato da un teatro d’opera

12 mesi di lavoro, un team di 6 professionisti, 19 tracce musicali originali, 9 arie verdiane registrate dal vivo al Teatro Regio di Parma, i disegni realizzati e dipinti a mano per oltre 100 scene sulla vita di Verdi e oltre 300 animazioni sono i numeri di “A Life in Music”, il narrative game del Teatro Regio di Parma, disponibile in italiano e inglese gratuitamente su App Store e Google Play.

Gioco 2D a scorrimento laterale, senza contenuti pubblicitari, che esplora l’amicizia, la tenacia, la fiducia, il coraggio, il sacrificio, per raccontare una storia universale che ha per protagonista la musica, in cui passato e presente si intrecciano e ogni scelta, proprio come quelle effettuate dal giocatore, determina il proprio futuro.

Commissionato del Festival Verdi a TuoMuseo, leader internazionale e pluripremiato nel settore del gaming per istituzioni culturali, il mobile-game è stato sviluppato in stretta collaborazione con il Comitato scientifico per il Festival Verdi e protagonisti della realizzazione di questo importante strumento sono stati Fabio Viola (game director e soggetto), Valerio Todaro (sceneggiatura e dialoghi), Francesco Bizzini (sviluppatore e game design), Elisa Groli (2D artist e game design), Angelo La Farina (animazioni), Arkadiusz Reikowski (musiche ed effetti sonori).

Oltre a brani ed arie verdiani registrati dal vivo al Teatro Regio di Parma in occasione delle ultime edizioni del Festival Verdi in collaborazione con Unitel e Dynamic, come Il balen del suo sorriso, Va’, pensiero, Non piangere mia compagna, Oh, de’ verd’anni miei, per il gioco è stata composta una colonna sonora originale suddivisa in 19 tracce create dal musicista polacco Arkadiusz Reikowski e da altri artisti.

LA TRAMA – La passione e il talento musicale, così come le difficoltà per potersi costruire una prospettiva di vita grazie ad essi, sono cose che accomunano le esperienze e le emozioni di ragazzi e ragazze non solo di oggi. Lungo la storia di Antonio e Silvia si sono individuate, per ciascuno dei 9 atti, vicende concrete o situazioni emotive che ne richiamano analoghe vissute in prima persona da Giuseppe Verdi: la mancata ammissione al conservatorio, l’amore, i viaggi, i primi successi. Giocando A Life in Music ci si imbatterà dunque in improvvisi viaggi indietro nel tempo: sulle note di un brano verdiano coerente con quel momento emozionale, ciascuno di essi farà scorrere davanti agli occhi del giocatore (lì impegnato in una prova di abilità) episodi della biografia verdiana, con ambientazioni e parole veritiere.

I PERSONAGGI – Lui 18 anni, taciturno e solitario, magro, spalle ricurve, appassionato di musica, col poster di Verdi in camera, vive insieme al cane Lulù abbracciato dall’affetto del padre , suona il pianoforte e sogna di diventare un musicista di successo. Lei 19 anni, bella e spigliata, canta in una band indie rock, è abituata a vivere da sola col suo gatto in una casa grande e piena di oggetti di valore, i suoi genitori sono spesso via per lavoro, sogna di diventare una vocalist conosciuta in tutto il mondo.

Una musica. Un ricordo. Le note di Giuseppe Verdi. Un incontro. Ha inizio così nell’estate del 2008 la storia della loro amicizia, raccontata in 9 atti e 9 intermezzi verdiani, che si compirà nei luoghi che furono e sono di Verdi: Parma e il Teatro Regio, Busseto e Villa Verdi a Sant’Agata. E sarà proprio al Teatro Regio che, dieci anni dopo, si svolgerà il finale del gioco, rilasciato il 9 aprile 2019. La musica avrà cambiato le loro vite

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