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A Pompei “La morale dei singoli” per la quarta edizione di doutdo

Aprirà il 15 giugno agli Scavi di Pompei la mostra “La morale dei singoli“, esposizione a cura di Andrea Viliani -Direttore del MADRE – con gli allestimenti di 36 opere di Mario Cucinella Architects, che vede 33 artisti italiani e internazionali che interpretano con le loro opere il tema dedicato alla responsabilità individuale, al fine di illustrare il potere che il singolo ha quando si mette in connessione con gli altri, generando una sensibilità collettiva responsabile nei confronti della propria comunità.
La mostra si inserisce nella quarta edizione di doutdo, dove il tema de “La morale dei singoli” pone l’accento sulla “rivoluzione” etica che può essere innescata dalla responsabilità individuale e dalle azioni di ognuno di noi, dando prova del potere che il singolo ha quando si mette in connessione con gli altri, generando una sensibilità collettiva responsabile nei confronti della propria comunità.
La morale dei singoli: il concetto di dono.
Doutdo è un progetto biennale avviato nel 2012 e promosso dall’Associazione Amici della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli, con lo scopo di sostenere la Fondazione Hospice a Bologna: un “dare per dare” che si oppone, o quanto meno si discosta da un utilitaristico o egoistico “dare per ricevere”. Una restituzione di senso e valore, quella operata da doutdo, che non ricerca o pretende nulla in cambio.

Questa edizione di doutdo si predispone quindi a divenire un manifesto che riflette su modelli di gestione che, connettendo responsabilità e sensibilità, etica ed estetica, dimensione sociale e individuale, si propone obiettivi condivisi, nel loro seppur minimo afflato rivoluzionario (o dadaista?). E del resto già l’artista tedesco Joseph Beuys – evocando gli sguardi e i passi del Quarto stato (1901) di Giovanni Pellizza da Volpedo – aveva affermato, a Napoli, nel 1971, che “la rivoluzione siamo noi”. Si tratta di riappropriarsi di quegli sguardi e di riprendere quei passi: per questo nell’allestimento di doutdo sono riunite opere – in molti casi prodotte appositamente da doutdo – fra loro difformi, in quanto risultato della spontanea donazione di un artista, opere autonome, ognuna a modo suo, ma testimonianza, nel loro insieme, della morale di quei singoli artisti che costituiscono la comunità in esplorazione e in cammino di doutdo.

“E per la prima volta, forse, nell’antica città prima greca, poi cumana, sannita e infine romana… verrà quindi pronunciata, nel 2019, una frase latina ma priva di alcun senso apparente, non do ut des ma do ut do. Incipit di un nuovo racconto pompeiano composto fra parole e immagini, fra sparizione e riapparizione, fra rovine e scoperte, fra oggetti culturali e materie naturali, fra arti umanistiche e scienze dure. Fra molti singoli e una sola comunità.” ha spiegato Andrea Villani.
Questi prinicipi bene si inseriscono nel contesto unico degli Scavi di Pompei, simbolo di distruzione e di rinascita, che racchiude in sé il concetto di cantiere in continua trasformazione, fra rovine e nuove scoperte, fra materia naturale e oggetti culturali antichi ma anche contemporanei che raccontano i valori e la storia di una comunità.
“Ho accettato con grande felicità l’invito di Alessandra Fini-Zarri nel dare un contributo a questo atto di generosità che vede coinvolti artisti importanti e tutta la struttura della Fondazione Seràgnoli – racconta l’architetto Mario Cucinella -. Pompei è un luogo di straordinaria importanza, unico, e rappresenta oggi più che mai un’enorme sfida sia per la conservazione che per la valorizzazione del patrimonio archeologico. Dar vita ad una mostra d’arte contemporanea è un messaggio di continuità con lo spirito dell’arte che ha attraversato imperturbato i secoli della nostra vita. La mostra nella sua pragmatica semplicità ha voluto valorizzare il ritmo che il curatore, Andrea Viliani, ha dato a questa sequenza di opere d’arte di grande bellezza, donate da grandi artisti. Un tocco di colore, quello del rosso pompeiano, che si fonde con il ritmo delle pareti bianche, dà origine ad un percorso lineare che si affaccia sul giardino della Palestra Grande. Due oasi accoglieranno i visitatori che potranno godersi una pausa ammirando le opere esposte”.

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