Conoscere il Colosseo da vicino restando …a distanza

Conoscere il Colosseo da vicino restando …a distanza

13 Aprile 2021 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Sono due gli appuntamenti on line del mercoledì proposti da Parco Archeologico del Colosseo per arricchire la conoscenza del sito Patrimonio Mondiale più conosciuto d’Italia ma anche per portare il pubblico ala scoperta del “dietro le quinte” della conservazione di un monumento così grande.

Il primo è il restauro in diretta degli stucchi del Colosseo, che oggi appare come uno scheletro privo della sua pelle dopo duemila anni di uso e funzioni diverse. In origine, l’Anfiteatro era rivestito di materiali di pregio: il marmo bianco per la cavea; intonaci colorati, con predominanza del rosso e del bianco, per le gallerie e i passaggi interni; ancora marmi colorati per i due palchi posti alle estremità dell’asse minore, riservati all’imperatore e alle massime autorità, e i percorsi per raggiungerli coperti da volte decorate con stucchi figurati. All’ingresso Nord del Colosseo e nel contiguo fornice 38 sono ancora distinguibili i resti di stucco che decoravano le superfici voltate e quelle della lunetta. Nel corso del periodo Rinascimentale (ovvero tra il 1500 e il 1600) i grandi artisti che da poco avevano scoperto le “grottesche” della Domus Aurea (tra tutti uno dei più brillanti allievi di Raffaello, Giovanni da Udine), riprodussero su disegni e altri supporti anche gli stucchi del Colosseo, consegnando a noi un patrimonio inestimabile di informazioni, altrimenti perdute. E’ su queste che i ricercatori e i restauratori lavorano, raccontando con video e interviste in che modo procede la loro opera, disponibli sui canali social del Parco Archeologico.

Il secondo appuntamento è con il racconto dell’intervento di manutenzione straordinaria dell’Arco di Settimio Severo nel Foro Romano. L’intervento, raccontato nelle dirette dal cantiere, segue le linee “green” del PArCo attraverso la sperimentazione del bio-consolidamento con batteri carbonatogeni. Il sistema, sviluppato dall’Università di Granada, si basa sulla stimolazione degli ecosistemi microbici spontanei nei materiali lapidei e segue quindi il criterio ecologico del biorestauro ed è online sulla pagina Facebook del PArCo.

 

Fonte: Uff. Comunicazione Parco Archeologico del Colosseo