Basilica paleocristiana di Trieste - MiBACTBasilica paleocristiana di Trieste - MiBACT

Saranno tantissimi i luoghi della cultura accessibili gratuitamente domenica 5 febbraio per l’appuntamento gratuito con monumenti, musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali statali.

L’elenco dei luoghi accessibili senza il pagamento del biglietto è davvero imponente e si consiglia di visitare il sito del MiBACT che aggiorna in tempo reale aperture e condizioni delle stesse per non incorrere in spiacevoli sorprese, dalle code infinite alla limitazione del numero dei visitatori. Il nostro Paese è davvero ricco di luoghi da visitare e conoscere, più o meno noti: noi oggi vi portiamo alla scoperta di un luogo “nuovo” e al tempo stesso antico di Trieste, la Basilica Paloeocristiana di Via Madonna del Mare.

Anche se i primi resti di questo edificio furono rinvenuti nel 1825, la struttura – che giace al di sotto di una scuola superiore – è stata  parzialmente messa in luce negli anni Sessanta, nel corso di una risistemazione stradale. Si tratta di un edificio a croce latina con abside poligonale, costruito in due fasi, tra l’inizio del V e l’inizio del VI secolo.
In questa Basilica paleocristiana di particolare interesse sono i due pavimenti musivi sovrapposti, riferibili rispettivamente alla fine del IV – inizi V sec. e al VI sec. La pavimentazione a mosaico, che nella prima fase mostra decorazioni geometriche bianche e nere, nella seconda (posta a un livello di soli 6 cm più alto) si arricchisce di motivi policromi a pelta, a treccia a doppio capo, a rombi intersecati. Una peculiarità di questo tappeto musivo più recente è l’abbondanza di iscrizioni tracciate con le tessere nel pavimento stesso (visibili anche nei lacerti strappati dalla sede originaria e affissi sulle pareti dell’ingresso al sito): esse riportano i nomi e le professioni di quattordici benefattori, nonché la superficie di mosaico da loro donata alla comunità; tra di loro spiccano soggetti di rango senatoriale e personaggi legati all’economia locale, anche di origine orientale.

Nel presbiterio, sopraelevato rispetto all’aula, si riconosce un loculo per le reliquie, posto probabilmente sotto la lastra dell’altare. Nell’abside, attribuita da taluni già alla alla fine del IV – inizi V sec., c’era il banco presbiteriale,
La Basilica paleocristiana dimostra l’importanza e la ricchezza della Chiesa triestina fra V e VI sec. Nelle iscrizioni del pavimento musivo si nomina per la prima volta laSancta Ecclesia Tergestina e si ricordano vari donatori, anche greci e orientali, testimonianza dei rapporti che la città intratteneva con quelle regioni.
La basilica era caratterizzata in antico dalla presenza delle ossa di uno o più martiri, di cui si ignora l’identità, il che la rendeva uno dei centri aggregativi più rilevanti della prima comunità cristiana tergestina.

Fonte: MiBACT/archeocartafvg.it