Fuzhou Declaration – La Dichiarazione di Fuzhou indica la direzione del Patrimonio Mondiale per il prossimo futuro

Fuzhou Declaration – La Dichiarazione di Fuzhou indica la direzione del Patrimonio Mondiale per il prossimo futuro

2 Agosto 2021 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Si è conclusa sabato 30 luglio la lunga maratona di lavori della 44a sessione estesa del Comitato del Patrimonio Mondiale, che per la prima volta si è svolta in modalità blended – mista, in parte in presenza  da Fuzhou, Cina, e in parte da remoto visto il perdurare dell’emergenza pandemica.

Come da agenda, il Comitato è stato chiamato a confrontarsi su temi importanti, dalla lettura delle situazioni di criticità rispetto alla gestione e alla protezione dei beni iscritti alla World Heritage List, passando per la necessità espressa da diversi Paesi di rivedere le modalità di candidatura dei nuovi siti. Come punto di partenza  di tutte le discussioni intavolate, abbiamo però incontrato il tema della sostenibilità del Patrimonio Mondiale per il sistema UNESCO, per i Paesi membri e per le comunità, portato alla ribalta in maniera preponderante e ineluttabile dalla pandemia Covid19. Da qui, è stato analizzato il ruolo della Convenzione per la Conservazione del Patrimonio Mondiale del 1972, ormai prossima ai 50 anni, nel contesto contemporaneo, cercando di conferire a questa lettura anche una visione di ampio respiro.

I principi di questa nuova lettura, auspicata dai Paesi membri, sono condensati nella “Fuzhou Declaration – La Dichiarazione di Fuzhou”, che diventa così il compendio degli indirizzi per il futuro.  La Fuzhou Declarationè scaricabile in lingua Inglese QUI >>

Noi abbiamo elaborato una traduzione del documento e ve la proponiamo di seguito:

Noi, membri del Comitato del Patrimonio Mondiale, riuniti online in occasione della sua 44a sessione estesa tenutasi a Fuzhou, in Cina, dichiariamo quanto segue:

Ricordando che la Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale ha ottenuto il consenso globale e la ratifica universale negli ultimi cinque decenni, ha innescato sforzi incessanti in tutto il mondo per la protezione del patrimonio culturale e naturale e ha promosso un rapporto armonizzato dell’umanità con la natura, sforzandosi di preservare il patrimonio, compresa la sua diversità culturale e biologica;

Apprezzando pienamente i progressi compiuti nella protezione del patrimonio culturale e naturale, che ha favorito la comprensione internazionale e il dialogo delle civiltà, attraverso il rispetto reciproco delle identità culturali e l’apprezzamento delle diverse espressioni culturali che contribuiscono alla pace globale e allo sviluppo sostenibile;

Ribadendo la necessità di una maggiore cooperazione globale sulle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile, compresi l’ambiente, l’economia e la promozione di società giuste, pacifiche e inclusive nella prospettiva di un futuro condiviso, integrato con la protezione del patrimonio culturale e naturale al fine di raggiungere il 2030 Agenda per lo sviluppo sostenibile;

Essendo pienamente consapevoli delle sfide e delle responsabilità condivise per l’umanità come custode dell’Eccezionale Valore Universale dei siti del Patrimonio Mondiale e forniscono servizi ecosistemici vitali e incarnano varie forme di valori umani e creatività;

Esprimendo crescenti preoccupazioni per l’impatto della devastante pandemia di COVID-19, che ha dimostrato l’importanza delle comunità locali e del loro futuro condiviso, integralmente legato alla conservazione dei siti del Patrimonio Mondiale, evidenziando al contempo una crescente mancanza di risorse umane e finanziarie necessarie per garantire un’efficace protezione dei siti e sostegno alle comunità locali e ai loro mezzi di sussistenza;

Tenendo presente e testimoniando che il cambiamento climatico ha portato a una maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi, disastri naturali e altri impatti negativi e che si aggiunge ad altre sfide a lungo termine che interessano la protezione del patrimonio culturale e naturale, come la crescita demografica, la rapida urbanizzazione e sviluppo urbano pianificato in modo inadeguato;

Riconoscendo le vulnerabilità esistenti del settore del patrimonio aggravate dalla prolungata pandemia e le attuali sfide senza precedenti di sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e culturali, nonché gli impatti dei conflitti armati sulla conservazione dei siti del patrimonio mondiale;

Sottolineamo la necessità di riaffermare e difendere i valori fondamentali, gli obiettivi e la missione dell’UNESCO in occasione del suo 75° anniversario, con particolare enfasi sulla Convenzione del Patrimonio Mondiale e il suo ruolo per la conservazione ecologica, e la costruzione di società coese alla vigilia del suo 50° anniversario , nonché la Raccomandazione del 2011 sul paesaggio urbano storico al fine di integrare la protezione del patrimonio con lo sviluppo sostenibile nelle città e negli insediamenti storici;

Chiediamo il pieno impegno dei governi, delle organizzazioni internazionali, delle organizzazioni della società civile, del settore privato e di altre parti interessate chiave per proteggere i siti del patrimonio mondiale e proteggerli dalle minacce ai siti del patrimonio culturale e naturale, in particolare quando esposti a conflitti armati, calamità naturali o azioni illecite traffico di beni del patrimonio culturale e naturale;

Ribadiamo le Dichiarazioni adottate nelle precedenti sessioni del Comitato del Patrimonio Mondiale come quelle di Budapest (2002), Bonn (2015), Istanbul (2016) e Baku (2019), che hanno confermato i principi della Convenzione del 1972 e hanno chiesto la tutela dei patrimonio da qualsiasi impatto al fine di proteggere l’Eccezionale Valore Universale dei siti del Patrimonio Mondiale, compresa la loro integrità e autenticità;

Apprezziamo l’importanza del Piano d’azione strategico per l’attuazione della Convenzione del patrimonio mondiale 2012-2022 con i suoi sei obiettivi e 17 priorità e i risultati conseguiti dal Comitato del patrimonio mondiale e dagli Stati parti nell’attuazione della Convenzione attraverso l’apertura e l’inclusione, la costante dialogo e interazione, scambi professionali, condivisione di conoscenze/informazioni e networking di partnership;

Elogiamo l’importante ruolo dell’UNESCO nella sua risposta al COVID-19 e l’azione intrapresa dagli Stati parte per mitigare il grave impatto della pandemia sulle attività sociali, economiche e culturali in tutto il mondo, soprattutto in vista delle nuove sfide alla conservazione dei beni culturali e naturali beni del patrimonio in tutto il mondo, come la chiusura dei siti del patrimonio mondiale, la significativa perdita di numero di turisti, i ritardi nelle attività di manutenzione e restauro in alcuni casi e la sicurezza e la salute dei gestori dei siti del patrimonio;

Accogliamo con favore il recente rapporto pubblicato nel maggio 2021 dall’UNESCO sul “Patrimonio mondiale di fronte al COVID-19”, al fine di gettare le basi per una tabella di marcia per il recupero che contribuirà a migliorare la futura resilienza del patrimonio culturale e naturale, e rileva le tendenze positive emerse nel bel mezzo della crisi pandemica, in particolare l’ampio uso della tecnologia digitale che consente a persone e siti di rimanere connessi;

Plaudiamo inoltre agli obiettivi e ai principi enunciati nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nell’Accordo di Parigi del 2015 e nella Convenzione sulla diversità biologica;

Sottolineamo il riconoscimento che la perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi rappresentano un grave rischio per la sopravvivenza e lo sviluppo umano e per la protezione dei siti del patrimonio mondiale e sottolinea l’importanza della 15a conferenza delle parti della Convenzione sulla diversità biologica che si terrà a Kunming (Cina);

Esprimiamo gratitudine al governo della Repubblica popolare cinese per il suo contributo nell’ospitare la 44a sessione estesa del Comitato del patrimonio mondiale;

Richiediamo di rafforzare ulteriormente le sinergie tra le convenzioni culturali e quelle relative alla biodiversità determinando un approccio olistico alla conservazione del patrimonio sia per il patrimonio naturale che per i siti del patrimonio culturale;

Invitiamo gli Stati parte a rafforzare la solidarietà internazionale al fine di preservare il patrimonio culturale e naturale favorendo un nuovo rapporto degli esseri umani con la natura;

Chiediamo una più stretta cooperazione internazionale per intraprendere attività di ricerca e pianificazione adeguate per facilitare un equilibrio tra conservazione e sviluppo sostenibile, affrontando nel contempo le sfide esistenti e esplorare nuove opportunità per il Patrimonio Mondiale nel quadro del multilateralismo universale con valori comuni condivisi da tutta l’umanità;

Sollecitiamo una più ampia partecipazione degli accademici, della società civile e delle comunità per rafforzare in modo significativo i legami tra la conservazione del patrimonio e le attività di sviluppo sociale ed economico, con l’obiettivo di proteggere i siti del patrimonio mondiale a beneficio di tutti, in linea con la politica di sviluppo sostenibile del patrimonio mondiale del 2015;

Chiediamo che venga fornito un maggiore sostegno ai paesi bisognosi, in particolare in Africa e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS), al fine di istituire una lista del patrimonio mondiale equilibrata, credibile e geograficamente ugualmente rappresentativa, che possa anche favorire la sensibilizzazione, la capacità di attività di costruzione e conservazione del patrimonio culturale e naturale;

Sottolineiamo il potenziale delle tecnologie digitali per migliorare l’efficace gestione del patrimonio e i programmi di sviluppo delle capacità e fa appello alla comunità internazionale affinché aumenti il ​​sostegno ai paesi in via di sviluppo, dando enfasi a Priorità Africa e SIDS, al fine di sfruttare le nuove tecnologie e ottimizzare soluzioni innovative;

Invita tutti gli Stati parti a potenziare l’istruzione del Patrimonio Mondiale e la condivisione delle conoscenze per i giovani attraverso l’istruzione formale e non formale, al fine di rafforzare la consapevolezza della necessità e del valore, delle conoscenze e delle competenze della protezione del Patrimonio Mondiale e promuovere una generazione di “Patrimonitos” ;

Invitiamo inoltre gli Stati Parte a partecipare e impegnarsi nella celebrazione del 50° anniversario della Convenzione del Patrimonio Mondiale come occasione di riflessione e analisi sulla sua storia e guardando al suo futuro, per promuovere la conservazione del Patrimonio Mondiale, con l’obiettivo di mantenere un mondo aperto, inclusivo, adattivo, sostenibile, resiliente, pulito e bello per le generazioni future.