Il mito di Niobe nel catalogo della Mostra “E dimmi che non vuoi morire”

27 Febbraio 2019 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Verrà presentato martedì 5 marzo a Villa D’Este alle ore 17.00 il catalogo della mostra “E dimmi che non vuoi morire. Il mito di Niobe”, primo volume di una nuova serie, curata dall’Istituto Villae – Villa Adriana e Villa d’Este.

La mostra, tenutasi presso il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli dal 6 luglio al 23 settembre 2018, ha celebrato il mito di Niobe il cui cantore principale fu Ovidio nelle Metamorfosi, raccontando la strage dei figli della donna, uccisi da Apollo e Artemide per punire l’alterigia della madre. Il trauma della perdita, che trasforma Niobe in pietra per la sofferenza, è il cuore di un racconto che ha attraversato i secoli giungendo ai nostri giorni e interpellando la coscienza e la sensibilità dei moderni. La vicenda, largamente riproposta nella tradizione artistica e letteraria di tutti i tempi, ha trovato una sua emblematica rappresentazione in un gruppo scultoreo rinvenuto a Ciampino nel 2012 ed entrato nelle collezioni dell’Istituto.
Il progetto editoriale ha inteso integrare quello espositivo e non vuole connotarsi soltanto come un catalogo. Si tratta infatti di un volume unico, volto a sviscerare la vicenda mitica, adottando un’ottica multidisciplinare e mettendo in evidenza le sfaccettature e le implicazioni con cui è stata trattata nel corso dei secoli. Il progetto ha inoltre respiro internazionale ed è quindi realizzato in lingua italiana e inglese.

“La pubblicazione si propone come un viaggio visivo, letterario ed immaginifico attraverso il mito e i suoi significati e costituisce solo il primo di una serie di volumi che attraverseranno l’arte, l’archeologia e la bellezza per raccontare il nostro mondo e scandagliarne le profondità. – ha spiegato il direttore Andrea Bruciati-  È indubbio che percorrere i confini culturali, psicologici e antropologici della vicenda mitica di Niobe alimenti non solo un fecondo dibattito scientifico, ma anche un‘inedita tensione intellettuale ed emotiva verso temi universali ed eterni, quali la maternità, il dolore e la perdita”.