Invito alla conoscenza: Orvieto e la necropoli del Crocifisso del Tufo

Invito alla conoscenza: Orvieto e la necropoli del Crocifisso del Tufo

22 Luglio 2020 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

La direzione del Museo archeologico nazionale di Orvieto e della necropoli del Crocifisso del Tufo propone un programma di visite per i mesi estivi volto all’approfondimento dei risultati dei recenti scavi condotti nell’ambito del “Progetto Crocifisso del Tufo”, sotto la guida scientifica di Claudio Bizzarri della Arizona University in Italy Study Abroad Program e finanziato da Trust di Scopo Sostratos.

La necropoli etrusca è situata alla base della rupe di Orvieto, e raggiunse la sua massima estensione tra la metà del VI secolo a.C. e la metà del secolo successivo; vi si accede da una strada pedonale collegata al camminamento pedonale che circonda la rupe.   

Essa prende il nome da un crocifisso cinquecentesco scolpito nel tufo e conservato in una cappellina sottostante la zona di San Giovenale. Le prime notizie di ritrovamenti nella zona risalgono alla fine del Settecento, ma informazioni più consistenti si riferiscono agli anni 1830-31, in occasione dei lavori per la via Cassia Nuova. Ricerche intensissime si ebbero tuttavia nell’ultimo trentennio dell’Ottocento, quando una parte del sito fu espropriata dallo Stato e resa visitabile. Le ricerche ripresero negli anni Sessanta del secolo scorso.

Caratteristica è la sua organizzazione urbanistica, con una planimetria regolare e strade impostate su assi ortogonali. Le tombe, raggruppate in “isolati”, sono costituite da camere a pianta rettangolare, per lo più singole. La porta di accesso era chiusa da un lastrone di tufo interno e da una fodera di blocchi di tufo allineata con le pareti esterne della tomba. Fra il lastrone e il muro c’era un riempimento di terra. All’interno delle tombe sono costruite le banchine per la deposizione dei defunti, di solito due: una lungo la parete di fondo e una lungo una parete laterale. Vi sono sepolti sia inumati che incinerati. Sull’architrave esterno sono incise le iscrizioni funerarie, che testimoniano il nome del titolare della tomba. Tipica della necropoli è la presenza di un gran numero di iscrizioni che testimoniano prenomi e gentilizi degli antichi abitatori di Orvieto e che costituiscono forse la testimonianza epigrafica etrusca di età arcaica più consistente, riferibile ad un’unica comunità cittadina.

 

Il programma si aprirà con un doppio evento sabato 25 luglio: alle 17.30 si terrà la visita guidata “Storie dalla  necropoli” a cura del personale Direzione Regionale Musei dell’Umbra, alle 18.00 al Museo archeologico nazionale di Orvieto verrà proiettato “Con l’occhio dell’archeologo”, documentario sull’apertura, nel 1985, della tomba n. 146 della necropoli del Crocifisso del Tufo. Seguirà una visita guidata ai corredi rinvenuti nel sito orvietano. (L’ingresso sarà consentito ad un massimo di 20 persone. Si consiglia, pertanto, la prenotazione al numero 0763341039)

 

Secondo le disposizioni ministeriali, previste dall’emergenza Covid 19, l’ingresso alle visite e agli eventi sarà limitato ad un massimo di 20 persone e pertanto è consigliata la prenotazione al numero 0763343611.

PROGRAMMA

sabato 25 luglio ore 17.30: “Storie dalla  necropoli”, visita guidata a cura del personale Direzione Regionale Musei dell’Umbra

sabato 25 luglio ore 18.00: “Con l’occhio dell’archeologo” – video proiezione e visita guidata a cura del personale Direzione Regionale Musei dell’Umbra al Museo (L’ingresso sarà consentito ad un massimo di 20 persone. Si consiglia, pertanto, la prenotazione al numero 0763341039)

sabato 8 agosto  ore 17.30: “Storie dalla  necropoli”, visita guidata a cura del personale Direzione Regionale Musei dell’Umbra

sabato 22 agosto ore 17.30 : “A spasso con l’archeologo. Claudio Bizzarri ci illustra le recenti scoperte nell’area di scavo”.

sabato 29 agosto ore 17.30 : “A spasso con l’archeologo. Claudio Bizzarri ci illustra le recenti scoperte nell’area di scavo”

sabato 5 settembre  ore 17.30 : “A spasso con l’archeologo. Claudio Bizzarri ci illustra le recenti scoperte nell’area di scavo”

 

Fonte: Uff- Stampa Direzione regionale Musei dell’Umbria