L’arte del corallo si candida alla Lista dei Patrimoni Italiani per l’UNESCO

L’arte del corallo si candida alla Lista dei Patrimoni Italiani per l’UNESCO

22 Novembre 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

“La lavorazione artigianale del corallo e del cammeo di Torre del Greco è un’eccellenza culturale che da secoli rappresenta nel mondo uno dei simboli della creatività e del design made in Italy. Un insieme di saperi e abilità artigiane strettamente legate al territorio e che vorremmo fosse riconosciuto anche dall’Unesco per valorizzarlo, promuoverlo e tramandarlo alle nuove generazioni”. Con questo parole il Sottosegretario ai beni culturali e al turismo, Antimo Cesaro è intervenuto oggi alla presentazione della candidatura alla Lista dei Patrimoni Italiani per l’UNESCO de “La lavorazione del Corallo e del Cammeo di Torre del Greco”.

L’antica arte del corallo e dell’incisione dei camei su conchiglia si tramanda ormai da generazioni e ha origini antichissime. Gli esperti maestri torresi riescono a comporre dei veri e propri capolavori: da orecchini a collane, ciondoli e spille, l’ottanta per cento della produzione mondiale proviene dalla città ai piedi del Vesuvio.

Le più antiche testimonianze di questa magnifica arte incisoria sono presenti nel Museo Archeologico di Napoli, con la famosa Tazza Farnese, e all’interno del Palazzo Mediceo dove sono presenti, nel cortile, dei medaglioni marmorei di Donatello.

“Si tratta –ha ricordato Cesaro- di un ulteriore tassello che impreziosisce il già ricco panorama di attrattive culturali e paesaggistiche di questa regione, ma soprattutto rappresenta un’attività artigianale in grado di offrire opportunità professionali a tanti giovani del territorio. In tal senso possiamo già contare sul percorso formativo proposto dall’Istituto Statale d’Arte di Torre del Greco, che ospita al suo interno il bellissimo Museo del Corallo. La filiera istituzionale che seguirà l’iter della candidatura –ha concluso- comprende l’associazione Assocoral, la Regione Campania, il Comune di Torre del Greco e il MiBACT. Questo oltre a garantire la correttezza delle procedure mi auguro agevolerà il riconoscimento UNESCO”.