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Le (necessarie) politiche di sostenibilità nel Forum mondiale UNESCO “Cultura e Cibo”

La relazione fra Cibo, Cultura e Sostenibilità è stata approfonditamente discussa nel corso del Forum mondiale UNESCO che si è tenuto a Parma la scorsa settimana.

150 ospiti tra professionisti, esperti, rappresentanti del Governo, organizzazioni intergovernative e non governative si sono confrontati su temi importanti, che richiamano tutti alla responsabilità delle politiche locali nella costruzione di una nuova e più consapevole visione rispetto ai problemi della nutrizione, del rapporto fra cultura locale e consumi alimentari, del principio di sostenibilità che deve essere necessariamente declinato in ogni ambito di sviluppo e ricerca.

In apertura il neo ministro alle politiche agricole Teresa Bellanova ha delineato la posizione del Governo italiano verso questi temi. “Sostenibilità e buon cibo: è il nostro motto. E per mangiar bene ed alimentarsi in maniera sostenibile cultura ed educazione sono fondamentali. E’ il messaggio fondamentale che vorrei trasmettere a tutti i partecipanti di questa importante Giornata. Perché la sostenibilità va praticata, non solo predicata”.
“Bisogna investire nelle politiche della qualità e nella valorizzazione nazionale ed internazionale delle indicazioni geografiche che oggi rappresentano le eccellenze della cultura mediterranea del cibo: se oggi la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, la tradizione dei pizzaioli napoletani, le colline del Prosecco, i paesaggi vitivinicoli di Langhe e Roero sono patrimonio dell’Umanità è perché ci sono state comunità locali che hanno saputo coltivare questi valori unici. Valorizzarli significa anche proteggerli e promuoverli. Le etichette a semafoto non ci piacciono. Dobbiamo dirlo chiaro e forte”. A Parma, ha proseguito Bellanova, “sono  riunite la cultura e l’innovazione. Se non trasferiamo l’innovazione soprattutto ai piccoli produttori non riusciremo a combattere la fame. E se non aiutiamo le donne, che in ogni parte del pianeta sono le prime produttrici di cibo. Non c’è più spazio per uno sviluppo che non sia sostenibile e non esiste sostenibilità, per le generazioni future, senza cibo. C’è un obiettivo mondiale fissato come primo punto dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite – ha detto il ministro – che dobbiamo qui ribadire con forza: fame zero”.

Il Forum ha fornito l’occasione per presentare due iniziative di grande rilievo: una campagna sui siti UNESCO italiani del Patrimonio Mondiale promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e da RAI Cultura e uno studio del Ministero dell’Ambiente sul ruolo dei Parchi Nazionali e delle Riserve della Biosfera dell’UNESCO nella promozione della qualità e sostenibilità del cibo.

Fra gli intervenuti al Forum anche Pecoraro Scanio, presidente della fondazione Univerde che durante il suo intervento ha parlato della campagna “Stop cibo anonimo”, la petizione promossa da Coldiretti che chiede che sulle etichette dei prodotti alimentari siano obbligatorie le dichiarazioni di origine. Pecoraro si è anche soffermato sulla cultura del cibo e sviluppo sostenibile nelle aree rurali connessi a turismo sostenibile e agricoltura multifunzionale e alla riuscita “Mission Impossible” #pizzaunesco, la più popolare campagna della storia dei patrimoni culturali immateriali dell’Unesco che lo ha visto promotore con la raccolta di oltre 2 milioni di firme in 100 Paesi del mondo.

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