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Le Olimpiadi sulle Dolomiti: l’occasione perfetta per ridefinire la sostenibilità dei grandi eventi

“Non ci poteva essere coincidenza migliore: due giorni prima del decennale del riconoscimento UNESCO, arriva la notizia che il nostro impegno per la conservazione attiva del territorio dolomitico vivrà un banco di prova straordinario”. Graziano Pizzimenti, Presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO che proprio a Cortina ha la sua sede, commenta così la notizia giunta in questi minuti da Losanna, dove i membri del CIO hanno deliberato che saranno Milano e Cortina a ospitare le Olimpiadi Invernali del 2026. “Ci congratuliamo con tutti gli attori che hanno gestito questa difficile partita: il gioco di squadra ha portato a un risultato straordinario, che rappresenterà un’occasione di visibilità e sviluppo per i territori montani. Sono certo che anche la lunga tradizione nell’organizzare grandi eventi nonché la consolidata collaborazione tra i territori delle Dolomiti è stato un valore aggiunto straordinario per questo riconoscimento. Un’occasione che va colta a 360°, nel pieno rispetto della sostenibilità e dei valori geologici e paesaggistici che hanno reso le Dolomiti Patrimonio Mondiale”.

“È una grandissima sfida” conferma il direttore della Fondazione Dolomiti UNESCO Marcella Morandini,“qui si presenta l’opportunità di riscrivere la storia dei grandi eventi, realizzando un’Olimpiade a bassissimo impatto”. L’orientamento generale è quello di utilizzare il più possibile le strutture esistenti, limitando al massimo i costi ambientali. “L’impatto di un evento simile è inevitabile, anche solo in termini di afflusso, ma l’auspicio è che i territori montani possano trovare nei Giochi Olimpici un’opportunità per elaborare nuove strategie di resilienza, non legate alle sole settimane in cui si svolgeranno le gare, ma a lungo termine. Le Dolomiti sono un Patrimonio Mondiale e il mondo, grazie alle Olimpiadi, avrà modo di rendersene ulteriormente conto. Per conservarle e valorizzarle occorre però puntare su approcci inediti e per questo la Fondazione c’è ed è a disposizione per individuarli e continuare sulla strada già segnata dalla Carta di Cortina, sottoscritta per i Mondiali di Sci del 2021. Come abbiamo dimostrato dieci anni fa a Siviglia, le grandi sfide si possono vincere, se ci sono obiettivi chiari e collaborazione”.

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