Lo studio dei cunicoli e dei canali di drenaggio delle acque dell’antica Pompei – The study of the tunnels and drainage canals of Ancient Pompeii

Lo studio dei cunicoli e dei canali di drenaggio delle acque dell’antica Pompei – The study of the tunnels and drainage canals of Ancient Pompeii

5 Febbraio 2020 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Dalla superficie al sottosuolo. Le attività di ricerca e indagine conoscitiva di Pompei non si arrestano alle aree visibili della città, ma interessano anche aspetti inediti, come lo studio dei cunicoli e dei canali di drenaggio delle acque dell’antica Pompei che attraversavano l’area del Foro, da Porta marina alla Villa Imperiale.

457 m di percorso indagati grazie alla collaborazione con il gruppo di speleologi dell’Associazione Cocceius, con la quale il Parco Archeologico di Pompei ha stipulato nel 2018 una convenzione finalizzata alla ricognizione e allo studio del sistema di drenaggio delle acque piovane della città, a partire dal Foro Civile.

L’analisi di questo complesso sistema era risultata nel tempo molto complessa e poco aggiornata, a causa di diversi fattori che ne limitavano l’approfondimento. Anzitutto la difficoltà logistica delle strutture, materialmente irraggiungibili senza la dovuta attrezzatura e preparazione da parte degli operatori. Ma anche il fatto che le sole informazioni raccolte nel corso degli ultimi decenni, si limitavano a segnalare solo la presenza di questi elementi dell’antico sistema di gestione delle acque, individuati in occasione di indagini svolte per altre motivazioni (la realizzazione degli impianti elettrici, o di servizi per il sito, non ultimo il percorso per i disabili).

Inoltre, la documentazione di scavo realizzata all’epoca delle limitate indagini effettuate in queste cavità, ha restituito ben poche informazioni sul contesto di scavo e sul materiale recuperato.

La recente esplorazione e analisi dettagliata del sistema di drenaggio ha avuto, pertanto, il doppio obiettivo di fornire informazioni inedite sull’evoluzione dell’area fra il Foro Civile e Porta Marina, e di identificare le potenziali criticità del sistema e le modalità più opportune per porvi rimedio e per mantenere intatta la funzione di scarico dei condotti, nel rispetto delle valenze archeologiche dell’opera antica.
La prima fase del progetto – alla quale farà seguito una seconda fase mirata alla ri -funzionalizzazione di canali e cisterne per il drenaggio delle acque, di particolare importanza ai fini della tutela – si è conclusa agli inizi di gennaio.
E’ stata identificata una rete di cunicoli e canali che si dirama da una coppia di cisterne al di sotto del Foro, corre sotto via Marina e termina nei pressi della Villa Imperiale. Il sistema permetteva di scaricare l’acqua piovana in eccesso nel condotto di Via Marina per essere drenata fuori dalla città antica, verso il mare.
In età moderna, il sistema è stato in gran parte ripulito dai depositi antichi per ripristinarne la funzionalità.

E’ stato, inoltre, possibile indicare, sebbene in via preliminare, una cronologia delle strutture e del sistema nel suo insieme e si sono ipotizzate tre fasi principali di vita di questo esteso complesso sotterraneo; una prima fase di  età Ellenistica (fine III – II sec. a.C.); la seconda di età tardo repubblicana (inizi/fine I sec. a.C.) e la terza fase, corrispondente all’ età Augustea ed imperiale (fine I sec. a.C. – 79 d.C.).

“Il progetto di esplorazione dei cunicoli fa parte delle attività del Parco Archeologico di Pompei, finalizzate ad ampliare la conoscenza del sito, base imprescindibile di ogni intervento di monitoraggio e tutela dello stesso. – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna – Questa prima, ma completa esplorazione del complesso sistema di canali sotterranei conferma il potenziale conoscitivo che il sottosuolo di Pompei conserva, e dimostra quanto ancora ci sia da indagare e studiare. Inoltre, molte lacune del passato sulla conoscenza di alcuni aspetti o aree della città antica si stanno colmando, grazie alla collaborazione di esperti nei vari settori, che rendono l’acquisizione dei dati sempre più accurata, grazie a competenze specialistiche che in altre epoche di scavo o di studio mai erano state coinvolte.”

 

From surface to subsoil. Investigation and research at Pompeii does not stop at the visible parts of the city, but also focuses on previously unseen aspects, such as the study of the tunnels and drainage canals of Ancient Pompeii which crossed the Forum area, from Porta Marina to the Villa Imperiale

457m of these passages have been investigated thanks to the collaboration with the group of speleologists of the Cocceius Association, with whom the Archaeological Park of Pompeii entered into an agreement in 2018, which sought to reconnoiter and study the city’s rainwater drainage system, starting from the Civil Forum.

The analysis of this complex system had been highly complex and seldom updated over time, due to various factors which limited in-depth examination of it. The primary factor was the logistical difficulty of the structures, which were physically inaccessible without the necessary equipment and preparation by operators. A further complication was the fact that the only information which had been gathered during the last decades was limited to simply noting the presence of these elements of the ancient water management system, which were identified during investigations that had been conducted for other reasons (such as the installation of electrical systems, or site services, not least the disabled access route).
Furthermore, the excavation records made at the time when the limited investigations were carried out in these grottoes yielded precious little information regarding the context of the excavation, and the recovered material.

The recent exploration and detailed analysis of the drainage system has thus had the double objective of providing new information regarding the evolution of the area between the Civil Forum and Porta Marina, as well as identifying the potential critical issues of the system and the most appropriate ways of remedying it and keeping the drainage pipes functioning, while respecting the archaeological value of the ancient work.

The first phase of the project – which will be followed by a second phase aimed at the regeneration of the canals and cisterns for the drainage of water, which is of particular importance for the purpose of safeguarding the site – ended in early January.

A network of tunnels and canals has been identified which branches out from a pair of cisterns below the Forum, running under Via Marina and ending near the Imperial Villa. The system allowed excess rainwater in the Via Marina channel to be drained out of the ancient city, towards the sea.
In modern times, the system was largely cleaned of ancient deposits in order to restore its functionality.

It has also been possible to indicate a chronology of the structures and the system as a whole, albeit on a preliminary basis, and three main phases of the life of this extensive underground complex have been hypothesised; an initial Hellenistic phase (late 3rd-2nd century BC); a second in the late Republican age (early/late 1st century BC) and a third phase corresponding to the Augustan and Imperial age (late 1st century BC – 79 AD).

“The project of exploring these tunnels forms part of the activities of the Archaeological Park of Pompeii that aim to broaden our understanding of the site, which is the essential basis of any monitoring or safeguarding intervention”, declares Director General Massimo Osanna – “this initial, but complete, exploration of the complex system of underground canals confirms the cognitive potential which the Pompeian subsoil preserves, and demonstrates how much still remains to be investigated and studied. Furthermore, many gaps in knowledge from the past regarding certain aspects or areas of the ancient city are being filled, thanks to the collaboration of experts in various sectors, which allow us to gather ever more accurate data as a result of specialised skills which had never been employed in other periods of excavation or study.”

 

Fonte: Ufficio Stampa Scavi di Pompei