La mostra itinerante fa tappa al Castello Estense di Ferrara


 

Dal 24 gennaio al 21 febbraio 2016, Ferrara e la Fondazione MEIS (Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah) rendono omaggio alla figura di Primo Levi con la mostra itinerante “I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza”, promossa dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi.

La prima tappa dell’esposizione, che potrà essere visitata in Castello Estense presso la Sala Imbarcadero 1, è stata Torino, città natale di Levi, a inizio 2015. Occasione dell’evento, il settantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz, il lager in cui lo scrittore fu deportato e di cui contribuì a far conoscere la realtà grazie a testi come Se questo è un uomo e I sommersi e i salvati. Al centro della mostra, gli svariati mondi esplorati dal poliedrico Levi: quello del campo di sterminio, cui riuscì a sopravvivere e che descrisse “con strenua chiarezza”; quello della scrittura, che frequentò cimentandosi nei più diversi generi letterari; quello della chimica, suo ambito professionale; quello delle altre scienze esatte, verso cui manifestò una curiosità inesauribile; quello del lavoro, cui dedicò un libro straordinario come La chiave a stella.

Curata da Fabio Levi (direttore del Centro Internazionale di Studi Primo Levi) e Peppino Ortoleva (docente di Storia della comunicazione all’Università di Torino), I mondi di Primo Levi si rivolge a tutti e in particolare ai più giovani, che lo stesso Levi considerò sempre suoi interlocutori privilegiati. Il percorso espositivo, tra immagini inedite, videoinstallazioni, sculture, audiovisivi e pannelli esplicativi, fa scoprire al visitatore i legami a volte imprevedibili che mettono in relazione avventure letterarie apparentemente distanti l’una dall’altra e aiuta a riflettere sulla Shoah, sui recessi più dolorosi e insondabili del XX secolo, e più in generale sull’animo umano, sulla parola e sulla vita.

Accanto alla mostra si svolgeranno alcuni eventi di grande interesse, tutti organizzati presso la Sala dei Comuni del Castello Estense. Martedì 26 gennaio, alle 10.30, sarà proiettato il film documentario L’interrogatorio. Quel giorno con Primo Levi, con la presenza degli autori Ivan Andreoli e Alessandro Levratti. Martedì 2 febbraio, alle 16.30, lo storico della scienza Francesco Cassata terrà una lezione sul tema Fantascienza? Due avventure narrative, dedicata ai racconti di fantascienza e fantatecnologia scritti dall’autore torinese. Giovedì 4 febbraio, alle 16.30, il saggista e scrittore Marco Belpoliti presenterà il proprio libro Primo Levi di fronte e di profilo, edito da Guanda, mentre martedì 9 febbraio, alle 11.30, nell’incontro Incrocio fra curatela e progettualità, l’architetto Gianfranco Cavaglià, progettista dell’allestimento, e il co-curatore Fabio Levi parleranno dello sforzo comune di ricercatori, archivisti, grafici, esperti di comunicazione, che ha dato luogo a un’esposizione destinata a incontrare pubblici ogni volta diversi in Italia e all’estero. A questo incontro, che coinvolgerà l’Ordine degli Architetti di Ferrara e il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, seguirà alle 16.30 la presentazione, da parte di Fabio Levi, di Così fu Auschwitz. Testimonianze 1945-1986, un libro edito da Einaudi che raccoglie testi poco conosciuti e inediti scritti lungo un arco di oltre quarant’anni da Primo Levi e dal medico Leonardo De Benedetti: fra gli altri il Rapporto su Auschwitz, composto ancor prima del ritorno in Italia. Infine, martedì 16 febbraio, alle 16.30, Domenico Scarpa, italianista e traduttore, nonché consulente letterario del Centro Studi Primo Levi, interverrà sui Complete Works, la traduzione integrale dell’opera di Primo Levi, edita negli Stati Uniti lo scorso ottobre da Liveright di New York, che consacra il chimico torinese come unico autore italiano a essere stato tradotto integralmente in inglese.

La mostra, aperta al pubblico dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 17, e realizzata sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica, è patrocinata anche dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Ferrara, dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dalla Comunità Ebraica di Ferrara.