È stato presentato, nella giornata di venerdì 22 aprile il nuovo “Piano di Gestione 2022-2027” del sito 10, che raggruppa le testimonianze architettoniche e artistiche più significative della civiltà longobarda all’apice del suo sviluppo storico, distribuite in sette località di cinque diverse Regioni italiane. Fanno infatti parte del sito seriale Unesco della civiltà longobarda: l’area della Gastaldaga e il complesso episcopale a Cividale del Friuli (UD), il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG), l’area monumentale con il Monastero di San Salvatore-Santa Giulia a Brescia, il castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria Foris Portas a Castelseprio – Torba (VA), la Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno (PG) e il Complesso di Santa Sofia a Benevento.

A dieci anni dall’iscrizione del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” all’interno della World Heritage List UNESCO, avvenuta il 25 giugno 2011, l’Associazione Italia Langobardorum, struttura di gestione del “sito di rete, ha avviato il processo di ridefinizione e aggiornamento del Piano di Gestione esistente.

“Il lavoro di aggiornamento del Piano di Gestione, che si propone come guida e punto di riferimento costante per la tutela e valorizzazione di un sito seriale così complesso, in cui intervengono più attori, è stato condotto cercando il coinvolgimento più ampio possibile” ha affermato Antonella Tartaglia Polcini, Presidente Associazione Italia Langobardorum. “Redigere un Piano di Gestione consiste nell’esaminarne le forze e gli attori presenti sul territorio, tanto nel campo culturale quanto in quello socioeconomico e turistico. Lo abbiamo fatto attraverso il coinvolgimento dei diversi soggetti portatori di interesse, non solo delle istituzioni che formalmente fanno già parte della struttura di gestione, ma anche delle comunità locali e dei numerosi soggetti di diversa natura che si sono impegnati nel tempo in contatti e collaborazioni con l’Associazione Italia Langobardorum. Sono state definite le strategie da intraprendere per garantire la valorizzazione e promozione del sito seriale, sia a livello di rete che di singole componenti, per consentire a realtà diverse e distanti tra loro di coordinarsi lavorando con una visione comune e obiettivi condivisi”.

Per individuare e raccogliere i contenuti, che sono poi stati oggetto della stesura del nuovo piano di gestione del sito UNESCO, nel dicembre 2020 è stata infatti organizzata una maratona digitale Longobarda, un vero e proprio Hackathon, che ha coinvolto attivamente i diversi stakeholder territoriali, con l’obiettivo di individuare progettualità e strategie future di valore.

Il nuovo Piano di Gestione, si articola in 13 progetti di rete che coinvolgono congiuntamente i sette territori del sito UNESCO e numerosi progetti locali, per un totale complessivo di 126 progetti, impostati attorno a cinque tematiche: il miglioramento infrastrutturale, con la creazione di nuovi percorsi e il potenziamento dell’accessibilità ai monumenti; la divulgazione della storia, cultura e del patrimonio intangibile, attraverso ad esempio l’organizzazione di incontri e conferenze, la predisposizione di piani di comunicazione e l’allestimento di mostre in sedi nazionali ed internazionali, che servano a sensibilizzare e diffondere la conoscenza della civiltà longobarda; la collaborazione con scuole, università, enti di ricerca, con l’attivazione di laboratori didattici e la promozione dell’attività di studio dei siti; gli interventi di conservazione e valorizzazione della core zone, con la necessaria pianificazione di azioni di manutenzione e restauro dei beni; gli interventi di valorizzazione della buffer zone e la progettazione socio-economica.

Intervenendo nell’incontro di presentazione, l’archeologa Angela Maria Ferroni, funzionario dell’Ufficio UNESCO del Ministero della Cultura, ha messo in evidenza l’unicità, a livello italiano, del sito seriale longobardo, che comprende, come ha sottolineato, “una serie di beni non solo geograficamente distanti tra loro, in quanto distribuiti in più Regioni, ma anche eterogenei per funzione e morfologia (testimonianze di cultura urbana, di insediamento castrense, di complessi monastici, di edifici Associazione Italia Langobardorum di culto delle élites, di cappelle palatine, di santuari nazionali) e uniti dal fatto di essere tutti espressione della volontà di potere della monarchia o della nobiltà longobarda”. “L’eccezionale valore universale del sito seriale longobardo, che ne ha consentito l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale”, ha poi affermato Ferroni, “è emerso in particolare da tre criteri: la considerazione dei monumenti longobardi come esemplare testimonianza della sintesi artistica e culturale che ebbe luogo in Italia tra la tradizione ellenistico-romana, la spiritualità Cristiana, le influenze bizantine e i valori mutuati dal mondo germanico; la riconduzione dei luoghi longobardi del potere a forme artistiche e monumentali nuove e straordinarie, tali da testimoniare la specificità della cultura Longobarda nell’ambito dell’Europa altomedievale; infine, l’importanza dell’eredità lasciata dai luoghi dei Longobardi nelle strutture spirituali e culturali della Cristianità medievale europea, con particolare riferimento alla trasmissione, nel nascente mondo europeo, delle opere classiche e alla diffusione del fenomeno del pellegrinaggio”.

L’adozione del nuovo strumento di gestione intende dare un nuovo impulso al lavoro dell’Associazione, in particolare per quanto riguarda l’implementazione delle attività volte alla crescita socio-economica dei territori che ospitano le testimonianze monumentali della civiltà longobarda in Italia, sia dal punto di vista culturale – volte alla conoscenza, conservazione, sensibilizzazione e promozione del patrimonio – sia dal punto di vista turistico.

 

Fonte: Commissione Nazionale Italiana per L’UNESCO