Olimpiadi a “Impatto zero” nelle Dolomiti UNESCO: missione impossibile?

Olimpiadi a “Impatto zero” nelle Dolomiti UNESCO: missione impossibile?

15 Marzo 2018 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Si possono organizzare davvero delle manifestazioni “a impatto zero”? La domanda è quantomai pertinente, visto che la Provincia di Bolzano ha detto no alla proposta avanzata dal governatore Veneto Luca Zaia per una candidatura delle Dolomiti per le Olimpiadi invernali del 2026.
“Allo stato attuale sono impossibili Giochi ad impatto zero”, ha commentato il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher, secondo quanto comunicato dall’ANSA. Kompatscher avrebbe quindi rivolto un appello al Comitato olimpico internazionale “di rivedere i criteri per i Giochi olimpici, altrimenti non si troveranno più località in Europa disposte ad ospitarli”. Il governatore altoatesino ha evidenziato infatti l’impatto ambientale ed economico che comporterebbe la realizzazione del villaggio olimpico e degli impianti sportivi. “Ovviamente confermiamo la nostra disponibilità a mettere a disposizione impianti e piste da sci già esistenti, come l’avevamo già fatto con la candidatura poi bocciata con un referendum di Innsbruck”.

“Non vogliamo andare contro a nessuno e a nessuna candidatura – ha quindi ribattuto il governatore del Veneto Luca Zaia – e litigare sullo sport di certo non è certo educativo. Pensiamo che saremo in grado di presentare qualcosa di unico e alternativo: noi portiamo le Olimpiadi delle Dolomiti, un scenario e un contesto unico di un patrimonio dell’UNESCO, e va detto che fino ad oggi si sono mai tenute olimpiadi in un contesto di Patrimonio dell’Umanità”. Il presidente Zaia, ricordando che la prossima settimana ne discuterà nuovamente con i presidenti della Provincia di Trento e di Bolzano, ha poi ribadito i “capisaldi” di questa candidatura: “l’idea di una location patrimonio dell’umanità, la sostenibilità e il low cost con un grande valore di investimenti che non è infrastrutturale ma di messa in rete”. “Esiste già una ‘metropolitana della neve’ che si chiama SuperSki, esistono palazzetti del ghiaccio, esistono 500 chilometri di piste che rendono Asiago il più grande comprensorio per lo sci da fondo d’Europa – ha poi continuato – .Mettendo assieme Trento, Bolzano e il Veneto puntiamo ad una olimpiade diffusa e la smettiamo finalmente con la suggestione che le olimpiadi si devono fare in centro città”. “Sarebbe una incredibile opportunità anche per sdoganare e rilanciare le Dolomiti – ha infine aggiunto – e non va dimenticato che abbiamo anche una bella palestra nei mondiali di Cortina del 2021 e che quindi potremmo arrivare al 2026 con un abbrivio organizzativo non indifferente”.