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Olivetti torna alla Casa Blu, Patrimonio Mondiale dal 2018

Torna ad essere un punto nevralgico delle attività della Olivetti la omonima Casa Blu, un tempo Centro Studi ed elemento del sito Patrimonio Mondiale – la città industriale, che dopo un importante intervento di ristrutturazione e restauro, diventa il nuovo quartier generale di Olivetti ad Ivrea.

Il taglio del nastro dell’edificio è avvenuto venerdì scorso nel corso di un evento nel corso del quale sono stati illustrati gli importanti interventi di recupero e di valorizzazione dell’immobile. «La decisione di Olivetti – ha sottolineato Stefano Sertoli, Sindaco di Ivrea – di intervenire su uno degli edifici che costituiscono il Patrimonio Mondiale Unesco di «Ivrea, città industriale del XX secolo» per valorizzarlo attraverso un progetto di restauro e rifunzionalizzazione rispettoso dell’integrità e dell’autenticità del bene stesso e per riportarlo alla vita, è un importante segnale della volontà di fare sistema e collaborare alla rinascita economica di Ivrea e del suo territorio». Presenti tra gli altri che ha visto la partecipazione di Stefano Sertoli, sindaco di Ivrea, Patrizia Paglia, Presidente Confindustria Canavese, Giovanni Ronca ed Ettore Spigno, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Olivetti.

Dotato di ampi terrazzi, l’edificio ha ospitato all’origine i corsi di formazione per i disegnatori meccanici della Olivetti, un tassello fondamentale nelle politiche industriali e sociali della società. Il progetto architettonico è dell’architetto Eduardo Vittoria (1951-1954), quello strutturale di Pier Achille Caponago del Monte. Nel 1965 l’edificio è stato ampliato su progetto di Ottavio Cascio. Modifiche alla struttura originaria sono state successivamente apportate dall’Ufficio tecnico Olivetti, l’ultima delle quali su progetto di Ettore Sottsass Jr (1999-2000) in occasione dell’apertura dell’Interaction Design School (2001-2005) innovativa scuola internazionale di design promossa da Olivetti Telecom e dalla Stanford University.

L’edificio ha una pianta a quattro bracci asimmetrici nel senso della larghezza (da 9 a 12 metri) dislocati intorno al corpo centrale di distribuzione, contenente le scale, i montacarichi e i locali di servizio. La scala interna ha uno sviluppo romboidale ed è coperta da un ampio lucernario vetrato.

I piani ospitavano i diversi locali per uffici che si affacciano sulle terrazze e le ampie sale destinate ai disegnatori. L’esterno è caratterizzato dal contrasto di colore tra il bianco delle travi orizzontali e dei pilastri verticali con i muri di tamponamento rivestiti di klinker blu smaltato lucido, contrasto che mette in mostra la struttura dell’edificio. Gli infissi delle finestre in ghisa rosso scuro sono stati cambiati nel successivo progetto di allestimento della scuola di Sottsass Jr. L’uso del colore segue la cifra linguistica che Vittoria utilizza anche in altri edifici per Olivetti, a rimarcare una ricerca architettonica libera, mirante a superare i principi del funzionalismo. Dopo il trasferimento della scuola di design, l’edificio ha ospitato diverse società di servizi per la telefonia.

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