E’ stato presentato ieri a Roma il primo rapporto dell’Osservatorio del Patrimonio Culturale Privato del nostro Paese.  L’Osservatorio rappresenta la fonte di riferimento per la corretta definizione del ruolo economico, culturale e sociale del sistema degli immobili privati di interesse storico-artistico in Italia, ma vuole anche divenire un valido supporto per le istituzioni, aiutandole nella definizione delle politiche da adottare per far sì che il patrimonio privato concorra all’effettiva ripartenza tanto del turismo quanto dell’artigianato. SCARICA IL RAPPORTO >>

I numeri del primo studio condotto dall’Osservatorio testimoniano il potenziale inespresso del patrimonio privato, che ogni anno accoglie 45 milioni di visitatori (contro i 49 milioni dei musei pubblici) nelle sue oltre 9400 dimore, un numero maggiore a quello di tutti i comuni d’Italia. Parliamo di ville, masserie, castelli, rocche, ma anche di parchi, giardini e tenute agricole che costituiscono, da sempre, un polo di attrazione turistico nonché un volano per l’economia dei territori, in particolare al di fuori dei grandi centri abitati. Infatti, il 54% di questi immobili si trova in Comuni con meno di 20.000 abitanti e, nel 29% dei casi, addirittura sotto i 5.000 residenti. Nuove forme di pellegrinaggio turistico sono possibili solo grazie ai continui lavori di restauro e di manutenzione di cui beneficiano questi meravigliosi immobili. È da questi lavori, inoltre, che si alimenta la filiera del restauro, una di quelle che ha sofferto maggiormente la crisi negli ultimi 5 anni (-30% di imprese nel settore).

A maggior ragione, quindi, scopo di questo Osservatorio è quello di aiutare le istituzioni a comprendere cosa potrebbe significare dal punto di vista culturale, sociale ed anche economico una concreta politica su questo patrimonio che – coinvolgendo da subito i privati e la loro capacità di mettere in campo risorse molto più velocemente del pubblico – potrebbe aiutarci a meglio superare oggi l’emergenza occupazionale e creare nuove prospettive a medio-lungo termine. Approfondire la connessione diretta che intercorre tra l’efficiente gestione degli immobili storici e lo sviluppo economico delle loro aree di riferimento, nonché il positivo impatto che esse hanno sull’ambiente circostante, è quindi uno degli obiettivi dello studio. Il rapporto dedica anche una parte agli investimenti necessari per la manutenzione di questo immenso patrimonio e alle attuali carenze normative e fiscali riguardanti il settore.

“È doveroso superare ogni distinzione tra patrimonio culturale pubblico e privato, insieme costituiscono la nostra identità e contribuiscono all’attrattività del Paese”. Lo ha dichiarato il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, in un videomessaggio di saluto alla presentazione dell’Osservatorio Patrimoniale Culturale Privato da parte dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, avvenuta oggi alla Sala Spadolini del Collegio Romano.

“Lo Stato impone molti obblighi ai proprietari di dimore storiche e vincoli alla loro tutela. Per questo motivo – ha detto il ministro – ho lavorato in questi anni per ripristinare i finanziamenti destinati a contribuire agli interventi sulle dimore storiche e per recuperare una parte dei debiti pregressi. Recentemente – ha aggiunto Franceschini – mi sono anche impegnato per estendere l’ecobonus anche alle dimore storiche, perché la valorizzazione di questo grande patrimonio è un pezzo importante dell’attrattività italiana. Gli stranieri che vengono nel nostro Paese vogliono vivere un’autentica esperienza di vita, immergersi nelle nostre abitudini e consuetudini. Per questo – ha concluso il Ministro – è importante conservare al meglio le dimore storiche e custodirne la vitalità. Buon lavoro, il Ministero sarà con voi”.

 

Fonte: Osservatorio del Patrimonio Culturale Privato/ MiBACT