Dal Piranesi Prix de Rome 2016 una “nuova” via dei Fori Imperiali

Dal Piranesi Prix de Rome 2016 una “nuova” via dei Fori Imperiali

2 Settembre 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Il concorso di idee per Via dei Fori Imperali a Roma, bandito dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia, è giunto al termine della sua procedura. Si è riunita infatti la Commissione giudicatrice del Piranesi Prix de Rome 2016, che ha valutato i diciotto progetti che hanno partecipato alla consultazione pubblica.

La commissione, presieduta in modo “biconsolare” dai Professori Angelo Torricelli e Giuliano Volpe, e coordinata da Paola Rossi e dal curatore Pier Federico Caliari, si è espressa decidendo di assegnare premi e riconoscimenti a sette progetti ritenuti maggiormente significativi per i differenti approcci e metodologie proposte dai gruppi: il primo premio è stato aggiudicato a tre progetti in ex aequo, al gruppo David Chipperfield con Alexander Schwarz (Berlino), a Riccardo Petrachi con l’Univesità di Roma Tre, coordinato da Luigi Franciosini, e a Franco Purini (Università la Sapienza) con Tommaso Valle. La Commissione ha poi deciso di assegnare tre menzioni speciali ai gruppi di Pierfranco Galliani (Politecnico di Milano) con Tortelli e Frassoni Associati, Carmen Andriani (Università di Genova) con Guillermo Vasquez Consuegra (Spagna), Fabio Frabrizzi (Università di Firenze) con Paredes Pedrosa Arquitectos (Spagna), oltre ad una segnalazione per il gruppo di Gianluigi Mondaini con ABDR Studio.

Il curatore del concorso, Prof Pier Federico Caliari, direttore dell’Accademia Adrianea, esprime così la sua soddisfazione: “È stata una procedura concorsuale estremamente complessa a cominciare dalla formula di partecipazione che richiedeva una partnership a ratio difficils tra Università e studi di progettazione di alto profilo internazionale, passando per la complessità e delicatezza del tema progettuale – la più importante area monumentale e archeologica del mondo – dispiegato in un sito patrimonio dell’Umanità. Siamo riusciti a portarla in porto con il particolare merito di non aver gravato di un centesimo sulle risorse pubbliche, coinvolgendo le Istituzioni anche nel processo decisionale di valutazione e ottenendo, crediamo, un risultato di alto profilo scientifico, di cui il Ministero e Comune di Roma potranno, se lo vorranno, fare uso e riferimento.

 Il presidente dellOrdine degli Architetti PPC di Roma e provincia Alessandro Ridolfi sottolinea: “Roma ha bisogno di guardare a un futuro concreto. La nostra città non può rimandare l’appuntamento con il tema dello sviluppo, c’è la necessità di coniugare lo straordinario patrimonio storico di Roma con scelte architettoniche al passo con i nostri tempi e con le nuove esigenze della cittadinanza. Abbiamo scelto di ridisegnare l’area storica attinente ai fori imperiali attraverso un concorso di idee che speriamo si possa un giorno tramutare in un concorso di progettazione preso in carico dall’amministrazione. Il Premio Piranesi che assegniamo oggi è il segno che gli architetti possono dare un vero contributo all’evoluzione positiva della nostra città riportando la Capitale al centro del dibattito architettonico nazionale ed internazionale”.

Tra i membri della Commissione, due importanti esponenti del MiBACT, il Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Prof Giuliano Volpe e il Soprintendente per l’Area Archeologica Centrale, Arch Francesco Prosperetti. Giuliano Volpe, già presidente della Commissione paritetica MiBACT-Roma Capitale, riferendosi proprio a quella esperienza, afferma: “Sono particolarmente soddisfatto dell’esito del concorso di idee perché la commissione paritetica aveva auspicato, al di là delle specifiche soluzioni proposte, uno sforzo progettuale basato sia su una profonda conoscenza della complessità della stratificazione storica sia sul coraggio di sperimentare, cercando di superare contrapposizioni oramai solo ideologiche e di coniugare città antica e città attuale, passato e presente, area centrale e intero spazio urbano. Le idee, le suggestioni, le proposte presenti nei progetti premiati e in molti altri candidati al Premio costituiscono un patrimonio importante. Mi auguro che questa iniziativa contribuisca anche a riprendere il percorso di collaborazione tra Comune e Ministero finalizzato alla costituzione di un soggetto unitario di gestione, senza il quale appare difficile elaborare e attuare un progetto di riqualificazione dell’area archeologica centrale”.

Francesco Prosperetti, dal canto suo, e in veste di responsabile dell’area oggetto del concorso, aggiunge:“La Commissione ha selezionato tre progetti di sicura eccellenza, che incarnano altrettante visioni del futuro dei Fori imperiali di Roma. La prima soluzione esprime l’esigenza di dar forma nei Fori ad uno spazio urbano contemporaneo,  sovrapposto al tessuto archeologico, disegnato con sapienza e passione; la seconda interpreta quello stesso spazio come un grande parco, denso di reminiscenze romantiche ma attrezzato con nuove architetture di grande qualità; la terza raccoglie in un progetto idee e suggestioni già esistenti sull’area centrale, dal ponte sui fori al museo nel parco di villa Rivaldi, e le articola  in una proposta unitaria”.

Sul lato della valutazione degli spetti disciplinari riferiti alle questioni proprie di architettura, archeologia e museografia è il Direttore del Piranesi Prix de Rome che per entrare nella complessità del tema progettuale: “In ambito museologico e museografico si pone sempre la questione della rappresentazione e della narrazione. In un ambito di archeologia urbana quale è quello della via dei Fori Imperiali e dell’area monumentale centrale di Roma la rappresentazione è demandata all’architettura e al suo ruolo trasformativo della città e di definizione del paesaggio urbano tra storia e contemporaneità. La narrazione, il racconto del palinsesto archeologico è demandato a procedure dicarattere museografico, tenendo conto che non si tratta di una narrazione lineare ma di una conoscenza che è soprattutto esperienziale in cui il rapporto con spazi e manufatti o reperti, introduce una elaborazione soggettiva della conoscenza e dunque va sottolineata, commentata e implementata anche da dispositivi che sono propri della museografia. In questo senso I risultati della call sono estremamente soddisfacenti e fortemente evocativi”.

Per l’architetto Paola Rossi, responsabile Area Concorsi dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia: “Ancora una volta lo strumento del confronto progettuale, in questo caso concorso di idee, si è dimostrato una via regia per l’acquisizione di idee nuove e stimolanti. Proprio per questo, vista la varietà e complessità delle idee sviluppate dai gruppi in concorso, noi componenti della commissione abbiamo scelto di non assegnare un solo premio ma tre ex aequo ad altrettanti progetti che propongono tre soluzioni emblematiche ed assolutamente diverse che costituiscono un patrimonio scientifico importante per far ripartire il dibattito sull’area monumentale del centro di Roma”. Il vicepresidente dell’OAR e presidente del Dipartimento Beni Culturali dell’OAR Virginia Rossini afferma: “Si tratta di un evento importante anche perché ha potuto offrire un contributo per aprire un dibattito culturale sul concetto di valorizzazione, ancora troppo poco affrontato“.

Ad un tema così delicato e potenzialmente oggetto di grande discussione, gli organizzatori hanno risposto istituendo una Commissione che coinvolge un ampio numero di membri selezionati tra rappresentanti delle istituzioni, professori universitari, professionisti di livello mondiale e autorevoli direttori di riviste di settore. Figure come i già citati Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Francesco Prosperetti, Soprintendente di Stato per l’Area Archeolgica Centrale; Luca Basso Peressut, Direttore del Piranesi Prix de Rome, Romolo Martemucci, Presidente dell’Accademia Adrianea, Pio Baldi, Accademico di San Luca, oppure architetti di livello mondiale come Gonçalo Byrne, Fuensanta Nieto (NietoSobejano Arquitectos), Marco Casamonti, e poi ancora Angelo Torricelli, Luigi Spinelli, e Nicola Leonardi, si sono uniti ai rappresentanti dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia a partire dal suo Presidente, Alessandro Ridolfi e dal suo predecessore Livio Sacchi, alla responsabile dell’Area Concorsi, Paola Rossi, al Presidente del Dipartimento dei Beni Culturali, Virginia Rossini, e al Presidente della Casa dell’Architettura, Alfonso Giancotti, per dare vita ad una discussione articolata e autorevole, finalizzata a valutare i migliori progetti nella prospettiva di un futuro e reale interesse da parte delle Istituzioni a mettere finalmente mano al sito archeologico e monumentale più importante del mondo.