Ravello LAB 2020, formula originale di “intelligenza connettiva”

Ravello LAB 2020, formula originale di “intelligenza connettiva”

19 Ottobre 2020 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Si è svolta a Ravello dal 15 al 17 ottobre la quindicesima edizione di Ravello LAB 2020 – Colloqui Internazionali. Il laboratorio di idee e proposte ha raccolto in una tre giorni di approfondimenti e dibattiti una serie di raccomandazioni che puntano a rendere vivo e vitale un settore così delicato e strategico come quello dell’industria culturale e creativa nell’era post Covid.

Ravello LAB è una formula originale di “intelligenza connettiva” per formare nuove proposte di policy culturale, immaginare interventi che restituiscano prospettive competitive e concrete, mettendo insieme sperimentazione, formazione ed esperienze allo scopo di ridisegnare il settore, che diano vita a una nuova strategia della cultura come fattore di sviluppo locale.

Una proposta articolata per un recovery plan della cultura, finalizzata a promuovere la sostenibiltà economica e sociale delle imprese culturali nel progetto di rilancio dell’Europa post Covid attraverso la progettazione e la gestione nell’era del digitale. È quanto emerso dai colloqui internazionali di Ravello LAB, il forum europeo promosso da Federculture e dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali.

Diverse le proposte avanzate nel corso dei lavori, proposte che come di consueto saranno rielaborate e condensate nelle “Raccomandazioni” di Ravello Lab, un documento frutto delle riflessioni corali nate in sede in confronto proprio nel corso della manifestazione che saranno condivise con il Governo, i policy makers e stakeholder pubblici e privati che hanno ruolo nella cultura.

Fra i temi individuati le modalità di implementazione dell’idea del  Super bonus  da estendere a tutti i cantieri culturali (teatri, musei e biblioteche), di cultural bond e lo strumento di finanza “paziente” a sostegno dell’impresa culturale, e delle benefit corporation come nuovi interlocutori dei luoghi della cultura. Ma si è parlato anche di digitalizzazione e cambiamento: il nuovo paradigma della cultura post Covid che oggi più che mai sente il bisogno di proiettarsi in avanti concretamente per individuare quei percorsi necessari a valorizzare lo sviluppo dell’industria culturale e quindi dell’intero Paese e dei rispettivi territori.

La pandemia ha colpito duramente il mondo della cultura e dello spettacolo e a Ravello si è ragionato su come rendere sostenibili le imprese culturali e aiutarle a superare questo delicato momento. Le opportunità ci sono, supportate dalla recente ratifica della Convenzione di Faro, che mette al centro il diritto dei cittadini alla partecipazione culturale, e l’innovazione legislativa introdotta con recente Decreto Semplificazioni che consentirà agli Enti locali forme speciali di partenariato con l’obiettivo di aiutare nuove imprese culturali, anche del Terzo Settore, a gestire il patrimonio culturale diffuso ora inutilizzato. Una serie di strategie e interventi che certifichino la cultura come elemento imprescindibile di evoluzione, passato, presente e soprattutto futuro. Perché investire nella cultura torni a essere priorità.

Nel corso della due giorni, si è addivenuto al principio che la sostenibilità economica e sociale delle imprese culturali e creative può essere raggiunta solo attraverso lo sviluppo di una strategia integrata che promuova l’interazione sinergica all’interno del complesso quadro degli attori che direttamente o indirettamente contribuiscono a definire lo scenario di riferimento delle imprese culturali e creative

La pandemia ha anche accelerato l’utilizzo del digitale in ogni ambito. Ma quello che forniremo in digitale è bene culturale? È destinato a diventarlo? A Ravello si è parlato anche di questo, affrontando il tema di progettazione, gestione e sostenibilità nell’era dello sviluppo tecnologico.

Un nuovo punto di partenza che comincia proprio nel laboratorio di idee e creatività dei Colloqui Internazionale e che apre a uno scenario innovativo “immerso nel digitale”.

 Tra i partecipanti e i relatori dei panel di questa edizione del Ravello LAB, l’ex Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il Direttore di Federculture Umberto Croppi, l’onorevole Isabella Adinolfi membro della commissione Cultura e Istruzione PE. In collegamento telefonico, il sottosegretario MiBACT Anna Laura Orrico e il Presidente Commissione Cultura del Senato Riccardo Nencini.

 

Fonte: Ufficio Stampa “Ravello Lab”