Venezia deve salvare il suo valore eccezionale universale nella World Heritage List

Venezia deve salvare il suo valore eccezionale universale nella World Heritage List

22 Luglio 2021 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Oggi pomeriggio, il Comitato del Patrimonio Mondiale riunito a Fuzhou, in Cina, per la sua 44esima sessione, ha deciso di non iscrivere il sito “Venezia e la sua laguna” nella Lista del Patrimonio Mondiale in pericolo. Con una serie di emendamenti proposti dalle delegazioni di Etiopia e Oman al documento ufficiale del Comitato, che proponeva questa misura per incrementare le azioni di protezione sullo stato di salute di Venezia,  è stata stralciata l’indicazione di iscrivere il sito nella Danger List,  aprendo una nuova finestra temporale per lavorare sulle severe criticità comunque riscontrate.

“Il sito di Venezia ha un ruolo importante nella Lista del Patrimonio Mondiale – ha spiegato nell’apertura del suo intervento l’ambasciatore etiope, a capo della delegazione – giacché proprio Venezia ha ispirato principi e azioni di conservazione che sono alla base della Convenzione del 1972 e anche di diversi programmi sulla preservazione del Patrimonio culturale lanciati dal Centro del Patrimonio Mondiale. Proponendo questi emendamenti noi vogliamo riconoscere allo Stato membro e alle Istituzioni che gestiscono il sito gli sforzi fatti per dare risposta alle criticità che tutti noi conosciamo e segnare un percorso che, assieme alla comunità internazionale, deve essere portato avanti velocemente e con consapevolezza”. 

I temi più cogenti al centro della revisione del testo, del quale vi avevamo parlato QUI >>  la gestione dei flussi turistici, la protezione della laguna nel suo complesso dall’antropizzazione avanza e lo sfruttamento  delle sue risorse, le azioni per la mitigazione del rischio per il Climate Change e la questione del passaggio delle grandi navi. Quest’ultimo tema, con il recepimento da parte degli organi consultivi del Decreto- Legge 20 luglio 2021 che vieta, a partire dal 1 agosto 2021 il transito delle navi di stazza lorda superiore alle 25.000 tonnellate – superando le stesse prescrizioni dell’UNESCO che indicava il limite delle 40.000 tonnellate –  dal Bacino di San Marco, Canale di San Marco e Canale della Giudecca,  sarebbe stato il primo elemento a portare verso la decisione di cancellare il capitolo 13 del documento UNESCO, che decideva di mettere Venezia fra i siti in pericolo.

I membri del Comitato hanno espresso apprezzamento anche per  i progressi compiuti in merito delle procedure per la realizzazione di almeno quattro punti di attracco temporaneo per le grandi navi nell’area di Marghera, nominando, allo scopo, un Commissario Straordinario e il  quadro completo delle azioni messe in campo dall’Italia, che comprende anche la strategia delineata per l’individuazione di soluzioni strutturali e definitive con la pubblicazione, il 29 giugno scorso, del bando per la raccolta di idee e progetti relativi a proposte di attracco delle navi più grandi fuori dalla laguna.

Il Comitato ha altresì notato i progressi compiuti nella gestione delle conseguenze dell’evento di alta marea eccezionale del 2019 e negli avanzamenti del sistema MOSE, ormai quasi completato e praticamente in funzione, per il quale il Governo ha individuato importanti risorse aggiuntive per il completamento, la manutenzione e gli interventi di compensazione ambientale e paesaggistica.

La decisione finale del Comitato per il Patrimonio Mondiale evidenzia la complessità delle diverse sfide in via di definizione: la strategia per un turismo sostenibile, l’incentivazione della residenzialità, la qualità delle attività commerciali, la finalizzazione della pianificazione ambientale. Tutti temi in continua evoluzione, al centro dell’attenzione e dell’agenda delle istituzioni centrali e locali interessate. Il Governo e le Autorità locali hanno mostrato al mondo l’impegno dell’Italia per tutelare Venezia e assicurare che la città lagunare prosegua il suo percorso di rigenerazione e sostenibilità.

Le verifiche sullo stato di conservazione – SOC – del sito riprenderanno nel dicembre 2022 e la risoluzione delle criticità segnalate, tutt’altro che residuali, verranno analizzate in previsione di una futura discussione nel corso della sessione del Comitato per il Patrimonio Mondiale che si terrà nel 2023.