La birra del Belgio diventa bene UNESCO del Patrimonio Culturale Intangibile

La birra del Belgio diventa bene UNESCO del Patrimonio Culturale Intangibile

1 Dicembre 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Qualche anno fa una réclame televisiva italiana sosteneva che “chi beve birra campa 100 anni”. Non è dato sapere se questo assunto fosse o meno fondato su evidenze scientifiche, né è stato ancora provato che, in effetti, dal punto di vista medico la birra sia un elisir di lunga vita. A quanto pare, l’UNESCO reputa però che ciò che merita una “lunga vita” sia il consumo di questa bevanda, considerata come una vera e propria esperienza culturale. 

Nel corso della 11a sessione della Commissione per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale in corso ad Addis Ababa, infatti, la birra belga è stata  aggiunta alla lista UNESCO che definisce il Patrimonio intangibile dell’Umanità.

Il Belgio è conosciuto in tutto il mondo per la sua vasta gamma di birre – circa 1500 – prodotte in quasi ogni città e villaggio del Paese, anche in numerose comunità trappiste, in base ad un tradizione che risale al Medioevo, quando a produrla erano proprio i monaci in molti monasteri, così come celebrata nei dipinti di Pieter Brueghel e in tantissime canzoni e brani musicali. L’UNESCO ricorda che “la birra viene utilizzata nelle comunità anche per cucinare, realizzare prodotti alimentari, e accompagnare il cibo”. Inoltre “svolge un ruolo nella vita quotidiana, così come nelle occasioni di festa”.

Il presidente della Federazione produttori di birra belgi ha affermato che il riconoscimento dell’UNESCO equivale a vincere la coppa del mondo: “Amiamo la nostra birra e ne apprezziamo le infinite sfumature, qualcosa che non ha uguali al mondo”.