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Si è aperto ufficialmente il programma di Pistoia Capitale della Cultura 2017.  Ieri pomeriggio, con una cerimonia tenutasi presso la Sala Maggiore del Palazzo Comunale alla presenza del premier Gentiloni e del ministro Franceschini, il taglio del nastro alle attività che animeranno la città toscana, il cui programma si presenta ricco e variegato.

Ad illustrare le tappe di questo percorso il sindaco Samuele Bertinelli. “Il 2017 è un ponte verso il futuro, nasce dal passato e andrà molto oltre il limite temporale del 2017. – ha detto il primo cittadino – Già nel 2016 abbiamo incrementato il turismo del 20% e registriamo crescita record nei nostri musei e palazzi. Non vogliamo conseguire risultati effimeri, poiché sapere e cultura devono essere il punto di riferimento del futuro. Se ha un senso essere Capitale della cultura è quello di rimettere in moto l’utopia concreta degli Stati Uniti d’Europa. Pistoia adesso è un cantiere aperto verso il futuro”.

E il futuro promette bene: dati sui flussi turistici in città e provincia raccolti dall’Amministrazione comunale di Pistoia e dall’Università di Firenze, dicono che la crescita è già tangibile anche solo grazie all’ “effetto nomina”.

Nella città di Pistoia, gli italiani hanno superato gli stranieri negli arrivi, mentre per i pernottamenti – aumentati del 17,74% rispetto al 2015 – il rapporto è inverso. I turisti nazionali provengono perlopiù da Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Campania e Toscana, mentre tra gli europei Pistoia è stata la meta preferita da tedeschi, spagnoli, francesi e olandesi. Ecco dunque l’identikit del turista tipo che sceglie di visitare la Capitale della Cultura: è italiano, si sposta in macchina ed è interessato a conoscere le bellezze storiche, artistiche e architettoniche del territorio, con tutta la famiglia. Tante anche le scuole che scelgono la città per le gite. Sono invece soprattutto gli stranieri ad andare alla scoperta del territorio provinciale (91% del totale), che esplorano prevalentemente in autobus, dove la Valdinievole detiene il primato nel settore della ricezione (83,6%).

Degna di nota la performance del museo del Novecento e del Contemporaneo a Palazzo Fabroni dove dall’1 gennaio al 28 febbraio, rispetto agli stessi mesi del 2016, c’è stato un aumento di presenze del 180,66%: lo hanno visitato 1350 persone, in confronto alle 481 del 2016. Triplicati gli ingressi anche all’Antico Palazzo dei Vescovi che a febbraio ha chiuso con un vertiginoso +297%. Lo splendore del preziosissimo “Arazzo Millefiori”, lì custodito, è stato contemplato da ben 1907 visitatori dall’inizio del 2017.

Che l’effetto nomina sia contagioso lo dimostra anche il bilancio di presenze – già numerosissime – della Biblioteca San Giorgio (+10%), un luogo interattivo, di crescita e incontro, punto di riferimento della città regina della cultura nel 2017.