Parco Villa GregorianaParco Villa Gregoriana

Mercoledì 11 aprile, per il ciclo “De Rerum Natura. Indagini e riflessioni per la valorizzazione del giardino storico” – sviluppato in collaborazione tra l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este e l’Associazione Parchi e Giardini d’Italia (APGI)- Giorgia Montesano (Property Manager per il FAI di Parco Villa Gregoriana) e Sofia Bosco (direttore della sede di Roma e dei Rapporti Istituzionali per il FAI e consigliera dell’APGI) presenteranno Parco Villa Gregoriana (Tivoli, Roma). L’incontro si svolgerà presso Villa d’Este (Sala del Trono), l’11 Aprile 2018, alle ore 17,15.

Parco Villa Gregoriana racchiude un ingente patrimonio che declina in modo esemplare l’estetica del sublime tanto cara alla cultura romantica. Natura, storia, archeologia e artificio si fondono qui in modo così seducente da diventare meta obbligata del Grand Tour nell’800 e il soggetto principale delle rappresentazioni pittoriche di Tivoli. Nel 1832 papa Gregorio XVI promosse una grandiosa opera di ingegneria idraulica per contenere le continue esondazioni dell’Aniene, dando così vita ai 120 metri di salto della nuova Cascata Grande, seconda in Italia dopo le Marmore. Compiuta l’opera, il Papa creò il Parco che porta il suo nome e che per oltre un secolo fu meta di artisti, letterati e uomini di cultura che ne raccontarono al mondo la bellezza.

Nel secondo dopoguerra, il sito divenne proprietà del Demanio che nel 2002, in uno stato di abbandono totale e di gravissimo dissesto idrogeologico, lo diede in concessione al FAI, grazie al cui impegno tornò a rivivere. Nel 2005 venne finalmente riaperto al pubblico che oggi può di nuovo percorrere gli antichi sentieri liberati dai rovi, annusare essenze prima soffocate da decenni di incuria e abbandono, godere con tutti i sensi delle settantaquattro specie arboree presenti e scoprire interessanti reperti di diversi generi ed epoche, immersi nella natura più rigogliosa. Tra questi, i resti della Villa del console romano Manlio Vopisco e, sull’acropoli, i meravigliosi templi romani.

La bellezza di questo parco, legata proprio alla forra sempreverde ed all’incessante passaggio del fiume Aniene, costituisce al contempo, però, la problematica maggiore: dissesto idrogeologico, cambiamenti climatici, moltiplicazioni di infestanti compromettono lo stato di equilibrio tra naturale ed artificiale e, conseguentemente, la gestione ordinaria del parco. Il dibattito ad oggi in essere verte quindi sull’analisi delle specie costituenti il giardino ottocentesco e di come queste possano o debbano essere sostituite nel quadro generale della manutenzione del verde.

Fonte: Uff. Stampa Villa Adriana/Villa d’Este