Recuperati gli ori trafugati al Museo Etrusco di Villa Giulia

Recuperati gli ori trafugati al Museo Etrusco di Villa Giulia

14 Aprile 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Sono stati recuperati dai carabinieri dei Beni Culturali gli ori della della Collezione Castellani, rubati nella Pasqua del 2013 dal Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma. Gli ori Castellani, raffinati gioielli ottocenteschi realizzati in parte con materiale di scavo etrusco, greco e romano, dalla celebra famiglia di orafi, erano stati trafugati da uomini incappucciati con ascia e fumogeni.

“Grande giornata – ha commentato il ministro Dario Franceschini – ora gli ori torneranno al museo”. 

Nella rapina dell’aprile 2013 al Museo Etrusco di Villa Giulia erano stati trafugati 27 gioielli per un valore che supera i 3 milioni di euro. L’operazione dei carabinieri ha consentito il recupero di 23 oggetti, ritenuti quelli maggior pregio artistico, nonché l’individuazione della batteria degli esecutori del furto, e l’identificazione dei ricettatori “con l’avviso di conclusione indagini a carico di 6 persone”. Della vicenda si sono occupati Giancarlo Capaldo, coordinatore del gruppo reati contro il patrimonio culturale della procura della Repubblica di Roma, e Tiziana Cugini, procuratore titolare del fascicolo processuale.

Secondo gli inquirenti, ci sarebbero stati una ricca committente russa e un antiquario ‘mediatore’ romano dietro al clamoroso furto dei gioielli Castellani del museo etrusco di Villa Giulia a Roma. A rivelarlo il generale Mariano Mossa dei carabinieri dei beni culturali (Tpc) che insieme con il procuratore della repubblica Giancarlo Capaldo e il segretario generale del Mibact Antonella Recchia ha svelato in parte (l’inchiesta non e’ chiusa) i particolari della lunga indagine che ha portato al recupero di 23 dei 27 oggetti rubati. L’affare, che avrebbe portato i gioielli all’estero, andò pero’ in fumo, forse per il grande clamore mediatico che aveva avuto il colpo al museo. La donna, individuata già nei primi giorni di indagine, venne fermata e identificata a Fiumicino, in partenza per San Pietroburgo. La signora, che era accompagnata dalla figlia dell’antiquario, aveva in borsa un catalogo con gli ori dei Castellani. E nel suo iPhone c’erano le foto della sala del museo in cui e’ avvenuto il furto con tutti i particolari del sistema di sorveglianza. Fallito l’affare, i ladri si sono poi rivolti a ricettatori locali.

Fonte: Ansa.it