Beni CulturaliOri di Villa Giulia - PH. CREDITS ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Sono stati recuperati dai carabinieri dei Beni Culturali gli ori della della Collezione Castellani, rubati nella Pasqua del 2013 dal Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma. Gli ori Castellani, raffinati gioielli ottocenteschi realizzati in parte con materiale di scavo etrusco, greco e romano, dalla celebra famiglia di orafi, erano stati trafugati da uomini incappucciati con ascia e fumogeni.

“Grande giornata – ha commentato il ministro Dario Franceschini – ora gli ori torneranno al museo”. 

Nella rapina dell’aprile 2013 al Museo Etrusco di Villa Giulia erano stati trafugati 27 gioielli per un valore che supera i 3 milioni di euro. L’operazione dei carabinieri ha consentito il recupero di 23 oggetti, ritenuti quelli maggior pregio artistico, nonché l’individuazione della batteria degli esecutori del furto, e l’identificazione dei ricettatori “con l’avviso di conclusione indagini a carico di 6 persone”. Della vicenda si sono occupati Giancarlo Capaldo, coordinatore del gruppo reati contro il patrimonio culturale della procura della Repubblica di Roma, e Tiziana Cugini, procuratore titolare del fascicolo processuale.

Secondo gli inquirenti, ci sarebbero stati una ricca committente russa e un antiquario ‘mediatore’ romano dietro al clamoroso furto dei gioielli Castellani del museo etrusco di Villa Giulia a Roma. A rivelarlo il generale Mariano Mossa dei carabinieri dei beni culturali (Tpc) che insieme con il procuratore della repubblica Giancarlo Capaldo e il segretario generale del Mibact Antonella Recchia ha svelato in parte (l’inchiesta non e’ chiusa) i particolari della lunga indagine che ha portato al recupero di 23 dei 27 oggetti rubati. L’affare, che avrebbe portato i gioielli all’estero, andò pero’ in fumo, forse per il grande clamore mediatico che aveva avuto il colpo al museo. La donna, individuata già nei primi giorni di indagine, venne fermata e identificata a Fiumicino, in partenza per San Pietroburgo. La signora, che era accompagnata dalla figlia dell’antiquario, aveva in borsa un catalogo con gli ori dei Castellani. E nel suo iPhone c’erano le foto della sala del museo in cui e’ avvenuto il furto con tutti i particolari del sistema di sorveglianza. Fallito l’affare, i ladri si sono poi rivolti a ricettatori locali.

Fonte: Ansa.it