Nuovo racconto per il Colosseo

Nuovo racconto per il Colosseo

24 Marzo 2021 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Dal prossimo 29 marzo sarà possibile avere accesso ai lavori di restauro in corso al Colosseo grazie ai video resi disponibili sulla pagina Facebook del Parco Archeologico.

Si tratta di una iniziativa che ricade nelle azioni di valorizzazione e racconto delle attività del Parco, che hanno sempre grande riscontro di pubblico e che, da qualche giorno, sono tutte disponibili dal nuovo sito web.

Il Parco archeologico del Colosseo, da aprile 2021, avvia un importante intervento di manutenzione straordinaria per consolidare i materiali costitutivi, migliorare la loro adesione alla struttura muraria e conferire leggibilità alla decorazione del Colosseo. Ad oggi la grande struttura appare come uno scheletro privo della sua pelle: duemila anni di uso e funzioni diverse, mutate assieme alle diverse esigenze e ai cambiamenti cui la stessa città di Roma è andata incontro, hanno privato l’Anfiteatro dei materiali di pregio che in antico lo rivestivano: il marmo bianco per la cavea; intonaci colorati, con predominanza del rosso e del bianco, per le gallerie e i passaggi interni; ancora marmi colorati per i due palchi posti alle estremità dell’asse minore, riservati all’imperatore e alle massime autorità, e i percorsi per raggiungerli coperti da volte decorate con stucchi figurati.

Proprio la presenza o assenza di superfici decorate di pregio unita alle testimonianze ricavabili dalle fonti antiche rivelano che i percorsi di accesso erano diversificati, affinché l’imperatore e la sua famiglia e il popolo non si incontrassero mai. I palchi imperiali, posizionati alle due estremità dell’asse minore dell’edificio, erano raggiunti dall’imperatore dal fornice Nord o preferibilmente dal lato Sud, in questo caso attraverso un passaggio sotterraneo. Entrambi questi passaggi erano riccamente decorati, con rivestimenti marmorei e intonaci dipinti, e in particolare con straordinarie superfici in stucco.

Realizzati sin dal momento della inaugurazione dell’Anfiteatro nell’80 d.C. ma con riprese anche in età Severiana (III sec. d.C.), gli stucchi raffigurano preferibilmente scene legate al mondo dionisiaco, con fanciulle (Menadi) danzanti o episodi mitologici non sempre facilmente decifrabili. Più direttamente legati al mondo degli spettacoli, sono invece gli stucchi posteriori all’età Severiana che raffigurano combattimenti gladiatori, conservati nel passaggio Sud, oggi ancora non fruibile dal pubblico.  

All’ingresso Nord del Colosseo e nel contiguo fornice 38 sono ancora distinguibili i resti di stucco che decoravano le superfici voltate e quelle della lunetta. Nel corso del periodo Rinascimentale (ovvero tra il 1500 e il 1600) i grandi artisti che da poco avevano scoperto le “grottesche” della Domus Aurea (tra tutti uno dei più brillanti allievi di Raffaello, Giovanni da Udine), riprodussero su disegni e altri supporti anche gli stucchi del Colosseo, consegnando a noi un patrimonio inestimabile di informazioni, altrimenti perdute.

    

Fonte: Parco Archeologico del Colosseo