MORE MUSEUM, un convegno sul futuro dei musei tra cambiamenti e nuovi scenari

MORE MUSEUM, un convegno sul futuro dei musei tra cambiamenti e nuovi scenari

12 Gennaio 2021 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Saranno più di 40 gli ospiti del convegno on line MORE MUSEUM, organizzato e promosso dall’assessorato alla cultura del Comune di Firenze insieme a Muse e al museo Novecento per giovedì 14 gennaio: direttori e rappresentanti di musei e istituzioni culturali si confronteranno per per una riflessione a 360 gradi sul presente e soprattutto sul futuro dei musei italiani, da mesi in profonda sofferenza a causa delle ripetute chiusure. Apriranno i lavori il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e il sindaco Dario Nardella. 

«Il tema dei musei è fondamentale nell’ambito della lettura dell’impatto della pandemia Covid 19 sul mondo della cultura. Come rappresentanti dei siti del Patrimonio Mondiale siamo stati chiamati a livello internazionale dal Centro del Patrimonio Mondiale e dall’UNESCO a riferire su quali fossero le condizioni dei luoghi della cultura e dei musei rispetto alle chiusure, le eventuali riaperture e le formule utilizzate per la fruizione a distanza. L’ incontro del del 14 gennaio è quindi l’occasione giusta per poter definire nuove letture delle realtà museali, che hanno una parte rilevante in molte territori italiani e in particolare in quelli inseriti dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale. – spiega Carlo Francini, coordinatore del comitato scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale – Direi che nell’elenco generale dei panelist che parteciperanno alla giornata di lavori non c’è museo o parco archeologico rappresentato che non insista in un sito del patrimonio mondiale, o in sua prossimità. E’ importante quindi definire una diversa visione del patrimonio culturale nel suo complesso, aggiornare le modalità di fruizione e progettare assieme gli sviluppi possibili. Una delle conseguenze dell’impatto che la pandemia Covid19 ha avuto sul nostro sistema dei beni culturali, l’unica positiva a mio parere, è l’aver creato la necessità di far evolvere e sviluppare in maniera rapida e consistente l’utilizzo del digitale nell’ambito culturale. Questa evoluzione, ancora pienamente in fieri, ha fatto sì che si potesse arrivare nelle case di tutti i cittadini, raccontare e far conoscere il patrimonio del loro territorio. Questo aspetto potrebbe davvero essere un punto di partenza per lavorare sulle prospettive future: dobbiamo mettere in campo azioni forti e costanti per ricucire il rapporto fra i cittadini residenti e i luoghi della cultura delle città, il loro patrimonio culturale, anche nello spirito della Convenzione di Faro, nella quale viene definita fondamentale l’idea del patrimonio di comunità. Ecco, questa sarebbe una buona occasione per scostarsi dall’idea di un patrimonio culturale di pura ed esclusiva “competenza statale” o comunque dell’ente o dell’istituzione preposto alla sua gestione, poiché la Convenzione di Faro ci proietta in una dimensione diversa, nella quale la comunità deve essere responsabile del suo patrimonio di riferimento, deve essere cresciuta, istruita e sostenuta alla consapevolezza e nella consapevolezza di questa responsabilità. All’interno del complesso di questa idea di patrimonio culturale certamente il museo rappresenta il fulcro di una grande opportunità per la creazione del Patrimonio di Comunità».

Il convegno, on line dalle 9.30 alle 19.00, si aprirà con un intervento del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo Dario Franceschini, a cui seguirà quello del Sindaco di Firenze, Dario Nardella. Al Direttore Generale dei Musei Italiani, Massimo Osanna, è affidato poi il compito di introdurre i principali temi che verranno affrontati nel corso dei 12 panel di 30 minuti ciascuno. Programma >>

Attraverso il confronto tra i maggiori esponenti delle istituzioni museali italiane ed europee, il convegno porterà a riflettere sulla ridefinizione delle strutture museali, che alle tradizionali funzioni di conservazione e valorizzazione aggiungono ormai nuove forme di mediazione culturale, comunicazione e diffusione della conoscenza, utilizzando piattaforme e tecnologie innovative. Un simile aspetto, che apre la dimensione museale a prospettive inedite fino a poco tempo fa, risulta essere centrale soprattutto in questa fase, in cui la presenza fisica dei visitatori nei luoghi dell’arte (musei, parchi archeologici, chiese e altri complessi), è ridotta se non azzerata per ragioni sanitarie.

«L’aggiornamento delle strutture museali è un lavoro cominciato già da tempo ma si è reso urgente nell’ultimo anno per affrontare questa tragica pandemia – ha detto Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Firenze -. Grazie al confronto tra i maggiori esponenti delle istituzioni museali italiane ed europee e i colleghi di importanti città d’arte italiane cercheremo la strada per disegnare il futuro dei nostri musei. Vogliamo trasformare questa crisi epocale in una spinta al cambiamento e partiamo dalla condivisione di idee, progetti ed esperienze per migliorare»

«Il convegno – ha aggiunto – sarà dedicato alla figura di una storica dell’arte e profonda innovatrice come Lara-Vinca Masini, scomparsa pochi giorni fa. Ci faremo guidare dalla lucidità della sua visione e ritengo fondamentale il decisivo apporto che i suoi studi critici, il lavoro di organizzazione culturale e la valorizzazione delle arti contemporanee hanno dato alla cultura, e a quella italiana in particolare».

Firenze si rivela la sede opportuna per una discussione allargata sul passato, presente e futuro dei musei. Proprio a Firenze nel 1789 per volontà del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena venne aperta al pubblico la Galleria degli Uffizi, uno dei primi musei al mondo concepito e gestito in senso moderno. Non si può trascendere allora dai principi più illuminati che dettero origine ai musei e da quelli a cui si attengono le più moderne istituzioni: conservare la memoria del passato, promuovere la ricerca e l’aggiornamento, diffondere l’amore per l’arte, sostenere il talento creativo, in un confronto sempre aperto e vitale con la contemporaneità e le diverse culture del mondo.  

 

Fonte: Ufficio stampa Comune di Firenze