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di Martina Vacca – La Lombardia è una regione che, pur presentando peculiarità turistico-culturali non indifferenti e  nove siti UNESCO, è più nota per le sue qualità industriali e commerciali e funge da cuore pulsante dell’economia italiana. Oggi però si propone anche come luogo per un turismo di eccellenza: è su questo fronte che sta lavorando l’amministrazione regionale nelle sue articolazioni istituzionali.

A questo proposito abbiamo rivolto alcune domande all’assessore allo sviluppo economico, Mauro Parolini.     

D. A pochi giorni dal taglio del nastro del primo Infopoint turistico di nuova generazione della Lombardia all’interno di FieraMilano, è possibile affermare che la regione Lombardia, fino ad oggi soprattutto portento economico-industriale, nutra l’ambizione di divenire player  di eccellenza anche nel settore turistico, dando così vita ad un binomio che potrebbe rivelarsi vincente?

R. È un obiettivo su cui stiamo lavorando intensamente. Il turismo lombardo sta crescendo più che nel resto d’Italia. La Lombardia è oggi più attraente e piace sempre più. Anche ai viaggiatori stranieri, che sono ormai più del 50% del nostro mercato. 
Da regione conosciuta in Italia e all’estero per il ruolo di leadership economica, stiamo rivelando effettivamente anche la nostra grande vocazione turistica, facendo registrare negli ultimi anni aumenti a doppia cifra in termini di arrivi e presenze. Per noi non è una sorpresa, perché è dall’inizio della legislatura che stiamo lavorando per innalzare il turismo al rango di asset primario di sviluppo dell’economia lombarda. È una svolta, anche culturale, che stiamo compiendo insieme ai protagonisti del settore attraverso una nuova legge, mettendo in campo un impegno economico di oltre 60 milioni di euro e una più moderna ed organica strategia di promozione della destinazione Lombardia. 

D. Originalità e innovazione sembrano essere le parole d’ordine soprattutto nel settore turistico e dell’accoglienza. Milano e la Lombardia, da sempre competitivi e spesso anticipatori in molti altri settori, hanno delle proposte originali e innovative da esportare nei mercati turistici internazionali? 

R. Milano e la Lombardia possono contare su una offerta turistica molto ricca e varia, non dobbiamo certo inventare nulla. Cambiano e si innovano invece il modello di organizzazione del sistema turistico, meno parcellizzato e più integrato, e la promozione. Noi abbiamo deciso, per quest’ultimo punto, ad esempio, di puntare su quegli ambiti meno maturi e più promettenti: turismo religioso, turismo enogastronomico, cicloturismo e turismo legato alla bellezza delle città d’arte. E lo abbiamo fatto creando un nuovo brand, ripensando radicalmente la nostra presenza digitale, rendendola più efficace e facendone accrescere il peso specifico. I social, e più in generale la rete, non solo hanno reso globale la competizione per intercettare il flusso crescente di viaggiatori, ma sono stati al contempo causa ed effetto dell’affermazione di un pubblico di utenti sempre più frammentato ed esigente. E noi stiamo giocando anche questa partita da protagonisti con campagne mirate e coinvolgendo giornalisti e influencer della rete.



D. Quali sono le potenzialità della Lombardia e di Milano all’interno del piano strategico per il turismo pubblicato dal MiBACT? 

R. Nel piano gli aspetti della integrazione e della collaborazione istituzionale sono molto rilevanti, così come le strategie di sviluppo turistico dei borghi, delle città d’arte e delle destinazioni emergenti. Siamo pronti a collaborare da subito su questi temi. Come Regione Lombardia abbiamo già iniziato sviluppare una lavoro più stretto con le altre Regioni, col Mibact e, soprattutto, con la “nuova” Enit sugli aspetti della promozione sul web. In questo senso, ad esempio, è importante la creazione di aggregazioni interregionali su specifiche tematiche ed ambiti esperienziali, ma anche sfruttare in positivo il traino ‘brand Italia’ e l’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale, che Enit rappresenta, per intraprendere iniziative comuni, per promuovere le nostre offerte sui mercati esteri integrando reciprocamente fondi, prerogative e competenze.

D. In che modo possono convivere ed eventualmente relazionarsi e interagire i due settori: quello industriale e quello turistico? 

R. A definire l’attrattività turistica della Lombardia concorrono diversi elementi: cultura, arte, enogastronomia, condizioni economiche e anche il nostro sistema produttivo. Di fatto i due settori già convivono, si tratta solo di metterli in rete. Non è semplice, ma per noi il concetto di attrattività integrata è già un fattore strategico su cui stiamo lavorando per fare in modo che tutti questi elementi posso essere valorizzati. Si pensi, ad esempio, anche alla moda, al design, al commercio o al ‘saper fare’ artigiano, che sono tratti distintivi della nostra cultura ed economia. Elementi di riconoscibilità della nostra regione e dell’Italia, che se integrati in modo sistematico con altri fattori trainanti non possono che rafforzarci ulteriormente. Noi stiamo andando in questa direzione, perché il turista è oggi sempre più alla ricerca di esperienze di viaggio che permettano di entrare in contatto in modo autentico con la storia, l’arte, la tipicità e la qualità del tessuto produttivo delle destinazioni.

D. Quali i punti di forza e quali le eventuali criticità dell’offerta turistica lombarda? 

R. Punti di forza, sicuramente la ricchezza e la varietà dell’offerta, non ultima la presenza del più alto numero di siti UNESCO tra le regioni italiane, e il nuovo dinamismo che sta vivendo il sistema turistico. E poi, accanto alle nostre attrazioni e ai punti di interesse c’è il “fattore umano” che, per la qualità e la professionalità che è in grado di esprimere, caratterizza in modo unico l’accoglienza e l’ospitalità. Elementi su cui stiamo investendo con programmi di formazione ed azioni mirate per qualificarli in modo esclusivo. Le criticità riguardano invece l’eccessiva frammentazione, elemento di debolezza soprattutto per la promozione e di fronte alla vastità del mercato globale. Per questo abbiamo rilanciato mission e vision di Explora, la Destination Management Organization regionale, che si sta affermando come il perno del nostro sistema turistico, un facilitatore della attrattività del territorio con la funzione specifica di integrare e mettere a sistema i soggetti istituzionali e quelli privati presenti sul territorio, anche in una logica sovraregionale, per produrre esperienze turistiche attrattive da offrire ad un mercato in forte crescita e in grado di offrire grandi opportunità di sviluppo.

D. Valorizzazione dei siti Unesco. Quali le prospettive?

R. Sono ben nove i progetti finanziati su tutto il territorio attraverso un bando inedito che ha visto la preziosa e proficua collaborazione tra il mio assessorato e quello alle Culture Identità e Autonomie, guidato da Cristina Cappellini e all’Università, Ricerca e Open Innovation, guidato da Luca del Gobbo. Costituiscono il segno del forte legame tra turismo e cultura su cui Regione Lombardia sta investendo per aumentare l’attrattività del territorio. Si tratta di una misura innovativa, con una dotazione finanziaria di oltre 2.000.000 di euro, utilizzata per la prima volta che, in forma di sperimentazione, ha anticipato di fatto una delle innovazioni contenute nella legge di riordino della normativa in materia di cultura, ossia l’integrazione tra diversi ambiti territoriali, oltre che l’integrazione tra l’ambito turistico e l’ambito culturale.

L’obiettivo comune che siamo riusciti a raggiungere attraverso il bando è quello di mettere a sistema ed esaltare la dinamicità e la creatività degli operatori pubblici e privati. Il nostro intervento sussidiario ha permesso di finanziare progetti di promozione che puntano su innovazione e integrazione e che hanno generato investimenti per oltre 4 milioni di euro: un’azione strategica e virtuosa per consolidare l’offerta turistica complessiva e dare ai viaggiatori un motivo in più per visitare la Lombardia.