Si apre l’anno di Etruria Meridionale – Città della Cultura 2020 della Regione Lazio

Si apre l’anno di Etruria Meridionale – Città della Cultura 2020 della Regione Lazio

12 Febbraio 2020 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Sabato 16 febbraio a Cerveteri si terrà la giornata inaugurale del progetto CivitArt – Etruria Meridionale, Città della Cultura 2020 della Regione Lazio.

La manifestazione si aprirà alle ore 16.00 con la conferenza stampa di presentazione a Palazzo Ruspoli. A fare gli onori di casa il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il Capo di Gabinetto Albino Ruberti e gli amministratori di Cerveteri, Allumiere, Santa Marinella e Tolfa che riceveranno il testimone da San Felice Circeo, Città della Cultura della Regione Lazio 2019. Invitato anche Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma, che quest’anno è Capitale della Cultura Italiana.

Durante la conferenza stampa, l’Amministrazione di Cerveteri annuncerà la candidatura a Capitale Italiana della Cultura per il 2021.

L’evento si sposterà poi in Piazza Santa Maria, con gli stand dei quattro comuni, in cui si potranno conoscere da vicino le tradizioni del territorio e, a seguire,  si terrà il Concerto delle Bande Musicali e lo spettacolo di creazione di opere d’arte con la sabbia dell’artista Stefania Bruno.

Insieme a Santa Marinella, Tolfa e Allumiere, Cerveteri – che nel 2019 ha compiuto 15 anni dall’entrata nella lista Patrimonio Mondiale UNESCO –  ha fatto dell’Etruria Meridionale un vero e proprio marchio: i tanti eventi estivi, che hanno visto diversi artisti di alto calibro esibirsi sui palchi del territorio, sono diventati un’occasione anche per la valorizzazione delle aree di rilevanza artistica e archeologica. Con il progetto CivitArt l’intento è quello di allargare e qualificare il pubblico della cultura sperimentando nuovi modelli di ascolto, condivisione e produzione, abbracciando l’idea di un “abitante culturale” che partecipi attivamente ai processi di co-creazione e co-generazione del territorio. La cultura deve tornare a far parte della vita di tutti i giorni come pratica messa in relazione con gli altri: un esercizio di “accensione civica”, un nuovo modo di apprendere e di sentirsi cittadini affinché siano protagonisti di uno sviluppo economico locale coerente, sostenibile, responsabile e che risponda ai bisogni della collettività.

Il conferimento del titolo di “Citta della Cultura della Regione Lazio” è una iniziativa giunta alla terza edizione che si colloca in linea con quelle a livello europeo e nazionale di selezione annuale di una Capitale della Cultura. Si tratta di un’azione che, con lo stanziamento di un contributo regionale di 100mila euro, mira a stimolare la crescita economica e la coesione sociale delle comunità attraverso lo sviluppo culturale e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. 

“Per il bando 2020,  le domande pervenute sono state sono 23, con 92 soggetti coinvolti tra comuni, comunità montane e altre formazioni. – ha raccontato la Regione, che si è impegnata dunque- a sostenere l’espansione dell’imprenditoria nel settore culturale e creativo, migliorare l’offerta culturale, incrementare i servizi rivolti ai turisti, favorire processi di rigenerazione e riqualificazione urbana e dei territori e promuovere una cultura della progettazione integrata e della pianificazione strategica.”

Insieme al progetto vincitore, un plauso è andato agli altri due progetti entrati nella terna che potranno proseguire le loro attività utilizzando le altre opportunità offerte dai bandi regionali: Castelli Romani: Le radici di un orizzonte molteplice, presentato dal Consorzio SBCR (Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani) di cui fanno parte Albano, Castel Gandolfo, Ciampino, Colonna, Comunità Montana Monti Prenestini, Frascati, Genzano, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Monte Porzio Catone, Montecompatri, Nemi, Parco dei Castelli Romani, Rocca di Papa, Rocca Priora e Velletri (tutti in provincia di Roma), e Sabina Gens presentato da  Unione dei Comuni della Bassa Sabina  di cui fanno parte Cantalupo in Sabina, Forano, Montopoli di Sabina, Poggio Mirteto, Salisano, Stimigliano, Tarano e Torri in Sabina (tutti in provincia di Rieti).