Le ricchezze delle profondità del mare, una lista UNESCO ad hoc?

Le ricchezze delle profondità del mare, una lista UNESCO ad hoc?

1 Agosto 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Isole coralline sommerse, foreste pluviali galleggianti, giganti vulcani sottomarini o anche guglie di roccia che assomigliano città sommerse: nessuno di questi siti può essere iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale perché si trovano in alto mare, al di fuori di qualsiasi giurisdizione nazionale.

Un rapporto lanciato da Heritage Centre dell’UNESCO mondiale e l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) esplora i diversi modi della Convenzione del Patrimonio del mondo e un giorno potrebbe essere applicata a queste meraviglie del mare aperto, che coprono più di metà del pianeta.

Intitolato “Patrimonio Mondiale in alto mare: è arrivato il tempo di questa idea”, il report presenta cinque siti che illustrano diversi ecosistemi, dalle aree ricche di biodiversità ai fenomeni naturali che si possono trovare solo nelle profondità dell’oceano. Ognuno di questi siti potrebbe essere riconosciuto come avente valore universale eccezionale, un principio fondamentale della Convenzione del Patrimonio Mondiale, dove le qualità spettacolari di alcuni siti sono visti come trascendenti i confini nazionali.

I cinque siti presentati sono il Costa Rica Thermal Dome (Oceano Pacifico), un’oasi oceanica unica, che fornisce l’habitat per una vita marina fiorente tra cui molte specie in via di estinzione; il White Shark Café (Oceano Pacifico), l’unica nota punto di ritrovo per gli squali bianchi nel nord del Pacifico; Mar dei Sargassi (Oceano Atlantico), che ospita un ecosistema costruito intorno ad una concentrazione di alghe galleggianti; il Lost City Hydrothermal Field (Oceano Atlantico), una superficie a 800 metri di profondità, dominata da monoliti di carbonato alte fino a 60 metri; e Atlantis Bank, un’isola fossile sommersa nelle acque subtropicali dell’Oceano Indiano.

Fonte:  whc.unesco.org