Forma” in latino, è la carta geografica.  Le “aquae” dei Campi Flegrei, nel mare, ma anche nelle lagune e nei laghi, si sono riempite, nei secoli, di testimonianze volute prima dall’uomo e trasportate poi sui fondali dal bradisismo.

Questa commistione unica al mondo, il suo disegno e la sua ricostruzione, sono al centro del lavoro di ricerca che il Parco archeologico dei Campi Flegrei quotidianamente svolge e che sarà il punto di partenza del workshop in programma il 28 e il 29 ottobre prossimi.

Al Rione Terra di Pozzuoligiovedì 28, nel Palazzo Migliaresi si parlerà di archeologia subacquea insieme a ricercatori e studiosi provenienti da tutta Italia, ampliando la discussione a temi fondamentali come la fruizione e le valorizzazione del Patrimonio sommerso. Le acque flegree come protagoniste, ma anche quelle dell’Adriatico, dello Ionio e di importanti laghi della Penisola, fino alle profondità delle isole siciliane.  Tutte ricche di storia e di importanti patrimoni in corso si scavo o recentemente musealizzati.

Venerdì 29 i lavori proseguiranno a Procida, con una innovativa formula che ha l’obiettivo di far incontrare istituzioni, operatori e ricercatori. Il tema centrale saranno le forme di gestione dei beni sommersi, le problematiche che diving e aree marine protette incontrano quotidianamente, le risposte che gli enti gestori approntano e i loro progetti futuri.

Due giorni di confronto, ad ampio respiro, progettati in collaborazione con il Comune di Pozzuoli, il Comune di Procida e l’Area marina protetta “Regno di Nettuno” in sinergia con Archeocamp, la manifestazione organizzata dal Centro Sub Campi Flegrei.

Entrambe le giornate saranno trasmesse in diretta Facebook sulla pagina del Parco archeologico dei Campi Flegrei. Per la sola giornata del 28 ottobre, sarà possibile partecipare anche in presenza, nella sala allestita al terzo piano di Palazzo Migliaresi, nel Rione Terra di Pozzuoli, prenotando attraverso l’indirizzo mail pa-fleg.comunicazione@beniculturali.it

In merito all’iniziativa il direttore del Parco Fabio Pagano ha dichiarato: “Il Parco sommerso di Baia è chiamato inevitabilmente a ricoprire un ruolo di importante per l’archeologia subacquea. Con Forma Aquae inauguriamo nel nostro territorio un momento di confronto annuale, un’occasione di aggiornamento sui progressi della ricerca e di riflessione su come gestire e valorizzare al meglio il patrimonio sommerso italiano”. ​

FONTE: Ufficio Comunicazione – Parco Archeologico dei Campi Flegrei