Reggia di Caserta, una scommessa sulla bellezza

Reggia di Caserta, una scommessa sulla bellezza

10 Ottobre 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Andrà in onda questa sera alle ore  21.40, su Rai Storia – canale 54 del Digitale, “Italia: un viaggio nella bellezza. La Reggia di Caserta”, documentario realizzato da Massimiliano Grimer per la regia di Stefano Lorenzi. Questo sulla Reggia di Caserta realizzato da Rai Cultura sarà il primo di diversi appuntamenti che la Rai ha deciso di di realizzare e dedicare all’immenso patrimonio artistico e culturale italiano.

A proposito della Reggia di Caserta, con un aumento di visitatori che entro fine 2016 potrebbe attestarsi intorno al 50% rispetto al 2015, ed un incremento degli incassi del 30%, appare più che positivo il bilancio del primo anno di gestione di Mauro Felicori. “La Reggia è finalmente uscita dal buio e ora siamo in vetrina” ha commentato all’ANSA il direttore del Museo patrimonio dell’UNESCO.

Solo 12 mesi fa il complesso borbonico era simbolo dell’incapacità di valorizzare e rendere fruibili le risorse artistiche:  questioni di gestione ordinaria relative al personale e alla manutenzione, la presenza costante di venditori abusivi e di “inquilini” anch’essi abusivi, la cattiva gestione della promozione sembrerebbero risolti: il numero dei visitatori nel 2016 potrebbe toccare quota 650 mila, contro i 400 mila del 2015, nonostante restino questioni irrisolte, in particolare il mancato miglioramento dei collegamenti ferroviari. I 35 chilometri che separano la città di Caserta da Napoli incidono infatti pesantemente sul flusso di visitatori alla Reggia e sarebbe auspicabile poter ripensare il rapporto fra le due città in maniera diversa, specialmente per quanto riguarda il trasporto pubblico che veicola gli arrivi dei turisti.

Secondo lo stesso direttore Felicori, a Caserta si comincerebbe a percepire che la Reggia può essere senza dubbio un punto di riferimento per la crescita del territorio, misurandone gli effetti sull’economia locale. Perché la Reggia possa quindi diventare un punto di riferimento nel panorama culturale regionale campano, l’inarrestabile direttore ha stretto convenzioni con la Federico II, il Sun, l’Università di Bologna, ha rilanciato la ricerca  con borse di studio ed ha lanciato il progetto “Reggia digitale” per acquisire l’intero catalogo di schede e fotografie e la relativa documentazione e sta lavorando alla rete dei siti borbonici, in primis con la Reggia di Capodimonte e quella di Portici.