Aquileia, alla Fondazione la gestione di tutte le aree archeologiche

Aquileia, alla Fondazione la gestione di tutte le aree archeologiche

1 Gennaio 2017 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

Svolta storica per Aquileia: Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia e Corrado Azzollini, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio hanno firmato qualche giorno fa a Trieste  l’accordo che sancisce il conferimento in uso alla Fondazione Aquileia di tutte le aree archeologiche della città. La Fondazione Aquileia si occuperà della gestione, della manutenzione ordinaria e straordinaria e della valorizzazione dell’intero sito archeologico mentre alla Soprintendenza rimarranno tutte le competenze relative alla tutela oltre ad alcuni immobili e alla gestione del Museo Archeologico Nazionale e del Museo Paleocristiano che fanno capo al Polo Museale del Friuli Venezia Giulia.

«La Fondazione esce  da una lunga adolescenza e diviene oggi adulta e nel pieno delle sue potenzialità e capacità, si completa infatti – ha spiegato il presidente Zanardi Landi – il percorso iniziato nel 2008 grazie all’intuizione della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che con la legge regionale  n°18/2006 aveva voluto fortemente l’istituzione della Fondazione Aquileia per dare una svolta alla gestione del sito».

La firma di oggi è la conferma che la formula della Fondazione Aquileia, ente partecipato dal Ministero per i Beni Culturali, dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Aquileia, dalla Provincia di Udine e dall’Arcidiocesi di Gorizia, quindi da tutti i soggetti che hanno competenza sul sito, si è rivelata vincente. Nel 2008/2009 era stato conferito alla Fondazione il 28% delle aree (fondo Pasqualis, fondo Cal, fondo Cossar, stalla Violin, sepolcreto e l’area della Südhalle), oggi si completa il passaggio con il restante 72% che comprende: il foro, il porto fluviale, via Sacra, l’area delle Grandi terme-Comelli, il fondo ex Moro dove insiste la Casa delle bestie ferite, il fondo Cassis con la Casa dei putti danzanti e il fondo Violin che si trova a fianco al foro.

«Un risultato  che ci rende particolarmente orgogliosi – ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Gianni Torrenti – poiché significa da un lato che la strada tracciata dalla Regione ormai dieci anni fa fosse quella giusta, dall’altro che l’azione intrapresa due anni fa di cambiare la dirigenza, si sia dimostrata vincente per il conseguimento di questo successo. C’era senz’altro bisogno di una guida autorevole che sapesse coniugare il risparmio della spesa corrente con la necessità di far ripartire gli investimenti, azioni che hanno consentito di avere il giusto credito in sede ministeriale. E’ proprio la considerazione maturata al Ministero e un periodo di intenso lavoro hanno portato al passaggio di competenze alla Fondazione”.

“Questa firma – ha continuato Torrenti –    consente di pensare ottimisticamente al rinnovo decennale dell’accordo Stato Regione per dare alla Fondazione un giusto traguardo temporale in vista dell’impegnativo compito che le viene assegnato. Un grazie è quindi doveroso alle persone che hanno consentito questo risultato, al presidente Zanardi Landi e al direttore della Fondazione Cristiano Tiussi, alla dottoressa Anna del Bianco, direttore regionale della cultura e a Caterina Bon Valsassina, direttrice generale per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio del Mibact.».

«Si tratta di uno sviluppo importante – ha sottolineato Zanardi Landi – siamo riusciti nell’ultimo periodo a imprimere una forte accelerazione e grazie alla fiducia del Ministero e al sostegno costante della Regione Friuli Venezia Giulia, che in questi anni ci ha permesso di pianificare e portare a termine importanti interventi,  in particolare della Presidente della Regione, On. Debora Serracchiani e dell’Assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti passiamo dalla gestione di circa 33.000 metri quadrati a 104.000 metri quadrati di aree archeologiche, un salto di quantità che è anche di qualità e che ci permette di andare concretamente nella direzione di creare un parco archeologico vero e proprio collegando le aree in modo efficace con percorsi di visita che consentano di apprezzare i resti della grande città romana e soprattutto di capire e di coglierne il messaggio che ancora ne proviene».

Corrado Azzolini, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia ha poi spiegato che «con il completamento della consegna delle aree, la Fondazione Aquileia diventa l’interlocutore privilegiato della Soprintendenza. Non verrà meno naturalmente il ruolo degli istituti universitari che da anni operano nel sito affiancando con le loro ricerche quelle condotte da sempre dalla Soprintendenza e continueranno ad operare con la supervisione dell’ente di tutela; si avrà però un passaggio più veloce dallo scavo alla fruizione con un evidente miglioramento del processo che parte dalla ricerca alla valorizzazione».

«Una delle sfide, oltre alla manutenzione su cui interverremo immediatamente – ha aggiunto il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi – sarà la progettazione di nuovi interventi di valorizzazione a medio e lungo termine, un primo intervento sarà riservato al porto fluviale e alla via Sacra e al percorso di collegamento con il Museo Paleocristiano. Il punto di arrivo dovrà essere la consegna a un pubblico di visitatori sempre più ampio ed esigente di un percorso storico culturale unico».

Relativamente agli interventi sulle aree già conferite alla Fondazione ricordiamo che nei mesi scorsi si sono conclusi i lavori di restauro del Sepolcreto ora fruibile anche con illuminazione notturna e che a gennaio si concluderanno i lavori di valorizzazione della Stalla Violin (e prenderanno avvio i cantieri sul fondo Cossar e sul fondo Cal dove sono previsti un nuovo percorso di visita e il restauro dei mosaici.

Fonte: Fondazione Aquileia