8 marzo, la forza delle donne passa dalla conoscenza

8 marzo, la forza delle donne passa dalla conoscenza

8 Marzo 2016 Off Di Direzione Rivista Siti Unesco

8 marzo 2016, per la Giornata Internazionale delle Donne l’UNESCO lancia il tema : “Il progresso delle donne e il legame con lo sviluppo sostenibile”

Nel mondo 31 milioni di bambine in età da educazione primaria non frequentano la scuola, il 35% delle donne in tutto il mondo ha vissuto esperienza di violenza fisica o psicologica e circa i due terzi delle persone analfabete e più povere sono donne, una proporzione che resta invariata da venti anni. Meno del 4% dei CEO nelle 500 maggiori società mondiali sono donna, solo il 29% dei ricercatori è costituito da persone di genere femminile e di media una donna guadagna il 24% in meno di un collega maschio.

In una società che si auto definisce democratica, la “questione femminile” non è mai stata così attuale. “Il 2015 ha visto i Paesi di tutto il mondo accordarsi per il nuovo Accordo sullo sviluppo sostenibile 2030 e sull’Accordo di Parigi sui Cambiamenti Climatici. Per l’UNESCO questi sono appuntamenti fondamentali per l’implementazione dei diritti umani, per sradicare la povertà, per proteggere il Pianeta. Promuovere l’uguaglianza di genere resta un capitolo centrale di questa nostra agenda, sia come diritto fondamentale che come forza trasformatrice per uno sviluppo più giusto, inclusivo e sostenibile. – ha scritto Irina Bokova, Direttore Generale dell’UNESCO nel suo discorso dell’8 marzo – Per questo lo slogan di questa giornata è “Pianeta 50-50 entro il 2030: fatti coinvolgere dall’uguaglianza di genere”.

Promuovere l’uguaglianza di genere è una priorità centrale, che si realizza di tutte le azioni UNESCO nel campo dell’educazione, delle scienze, della cultura, della comunicazione e della informazione.  Il loro scopo è diffondere nuove opportunità, soprattutto attraverso l’alfabetizzazione e lo studio, sulla base di quelle iniziative come il “Partenariato globale per l’educazione delle donne e delle ragazze”, le attività supportate dal Fondo Malala per il diritto delle ragazze allo studio, il programma di lungo corso “L’Oreal-UNESCO per le donne nelle scienze”, che supporta le ragazze e le donne impegnate nella carriera scientifica. Ma queste azioni non bastano affatto. L’alfabetizzazione e l’accesso all’istruzione sono il nodo centrale di qualsiasi campagna di crescita socio-economica e il divario fra le opportunità garantite ai ragazzi e quelle fornite alle ragazze è allarmante. L’Istituto Unesco per le Statistiche ha pubblicato una interessante infografica relativa ai più recenti studi: un bambino su otto fra i 6 e i 15 anni non ha alcun accesso all’istruzione, persino all’alfabetizzazione di base, e le bambine sono le prime ad essere escluse. Oltre 63 milioni di ragazzine non frequentano alcuna scuola e i dati rivelano come il trend sia in crescita. 

L’Istituto UNESCO per la formazione permanente ha pubblicato un aggiornamento del report “Colmare il gap di genere: dare potere alle donne attraverso l’alfabetizzazione“, una carrellata di casi di studio ed esempi della buona riuscita di progetti di alfabetizzazione importanti, che hanno creato una massa critica di donne capaci di essere autonome ed indipendenti nell’ambito di piccole attività personali e imprenditoriali.

“Abbiamo potuto vedere dei progressi in tutto il mondo – ma ancora permangono impedimenti ed ostacoli sulla via di una reale equità per tutte le ragazze e le donne. La nuova agenda globale potrà avere successo solo se ogni Paese si impegnerà a migliorare i diritti e le possibilità di crescita per ogni suo cittadino, a partire proprio dalle ragazze e dalle donne. – continua la Bokova – Questo sarà il contesto generale della 60° Sessione della Commissione sulla Stato della Donna, che verrà sviluppato sotto il tema “Il progresso delle donne e il legame con lo sviluppo sostenibile”.  Avere questo obiettivi significa accelerare il moto verso l’equità di genere e lo sviluppo di ogni ragazza e donna. Il 2016 è un anno fondamentale, nel quale dobbiamo lanciare una nuova visione che parta dalle lezioni apprese e determini le nuove azioni da perseguire per le sfide che restano aperte sul campo. Con questo spirito, richiamo gli stati membri e tutti i partner ad unirle forze per sostenere l’uguaglianza di genere in ogni società. Non esiste più grande spinta per la giustizia, lo sviluppo sostenibile e una pace duratura.”