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Piano di digitalizzazione del patrimonio culturale per il Meridione

“Il MiBAC avvia un grande piano di digitalizzazione del patrimonio culturale nelle regioni del PON ‘Cultura e Sviluppo’, cioè Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Puntiamo a impegnare fondi comunitari, fino a 51 milioni di euro, per interventi finalizzati alla valorizzazione dei beni culturali, anche come leva di sviluppo territoriale e come sostegno alla nascita di imprenditorialità e nuova occupazione”. Ad affermarlo, in una nota del 12 luglio, è stato il Sottosegretario  Gianluca Vacca, titolare della delega agli interventi per la digitalizzazione e l’innovazione dei beni culturali.
“Oggi – ha aggiunto – abbiamo inviato una circolare alle strutture centrali e periferiche del Ministero per individuare i fabbisogni di digitalizzazione e raccogliere proposte progettuali che possano poi essere finanziate mediante bandi di gara rivolti, tra l’altro, al tessuto imprenditoriale e al mondo dell’Università e della ricerca.  L’obiettivo è realizzare interventi che migliorino la fruizione dei luoghi della cultura e ne favoriscano la divulgazione della conoscenza.
In particolare, i progetti dovranno riguardare:  la realizzazione, attraverso tecnologie digitali, di piattaforme conoscitive ed informative legate agli attrattori, di aree di condivisione web oriented, di applicazioni di realtà virtuale, 3D e gaming, di forme innovative di linguaggio;  la creazione di archivi digitali che favoriscano la maggiore e più estesa conoscenza e accessibilità del patrimonio culturale;  la definizione e applicazione di modalità e strumenti innovativi riguardanti i servizi di accoglienza e di supporto alla fruizione;  l’individuazione di forme e strumenti innovativi di gestione integrata delle attività rivolte agli utenti, quali per esempio card per servizi integrati o in rete, sistemi di bigliettazione integrata, servizi di informazione integrata”.
“Insomma, gli spazi di intervento sono davvero ampi, si può fare molto. Lanciamo una sfida importante – ha concluso Vacca – perché la digitalizzazione del nostro straordinario patrimonio è allo stesso tempo una grande opportunità e una stringente necessità, tanto più per regioni ricche di storia, di arte, di cultura, di bellezza ma non sempre in grado di sfruttare in pieno il loro enorme potenziale”.

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