Vandali al Colosseo - ph.ansa.itVandali al Colosseo - ph.ansa.it

Una giornata “complicata” per il Colosseo che ieri, nel giro di poche ore, ha subito due atti vandalici non collegati fra loro.

Nella notte fra lunedì e martedì – intorno alle 2.30 – due persone, secondo le forze dell’ordine si tratterebbe di due uomini brasiliani di 31 e 33 anni, si sono arrampicati sulla cancellata di ingresso al monumento e sono caduti dall’altra parte, da un’altezza di 4 metri. Un volo considerevole: il trentunenne è stato trasportato in ospedale ed ha riportato una frattura al bacino. Entrambi sono stati denunciati dalla polizia per invasione di edificio.

Ieri mattina, inoltre, amara sorpresa per gli addetti ai lavori: su un pilastro esterno qualcuno ha lasciato due scritte, probabilmente realizzate con una bomboletta spray a vernice nera. I due segnacci (“Balto” e “Morte”) spiccano sulla parte inferiore del basamento, sul fronte che guarda l’ingresso della metropolitana.

A dare l’allarme sarebbe stata una  guida turistica e ad indagare è stato coinvolto il commissariato Celio, che sta vagliando anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Il pilastro rovinato si trova in un’area transennata, fra l’ingresso per visitatori singoli e ingresso gruppi, vicino l’accessi con rampa per disabili e quindi interdetta al pubblico che frequenta la piazza del Colosseo. Secondo le prime ricostruzioni i vandali avrebbero forzato la rete orsogril che transenna l’area, avendo così la possibilità di agire indisturbati. 

La zona è stata prontamente coperta da un telo  e gli addetti al restauro hanno fatto una prima valutazione sull’entita del danno. Secondo quanto riportato dalle agenzie, la direttrice Rossella Rea, subito intervenuta con sopralluoghi tecnici, avrebbe rassicurato gli astanti spiegando che le strutture coinvolte non risalgono all’originaria costruzione del Colosseo ma sono lastre di rivestimento dell’Ottocento.  Quello che lascia l’amaro in bocca è che, nonostante l’impianto di sorveglianza, un vandalo qualsiasi possa aver così facilmente rovinato un lavoro di restauro costato milioni di euro.

“Il gesto vandalico al Colosseo è un autentico sfregio a un monumento simbolo del patrimonio culturale mondiale. Alla prevenzione sempre necessaria per impedire ogni danno ai beni storici, artistici e archeologici si devono affiancare pene più severe per chi compie simili gesti, così come previsto dal disegno di legge delega approvato lo scorso 23 dicembre dal Governo che introduce, tra l’altro, specifiche fattispecie di reato per il deturpamento, il danneggiamento e l’imbrattamento di beni culturali e paesaggistici. Auspico che il Parlamento concluda quanto prima l’esame del provvedimento per arrivare in tempi brevi alla sua definitiva approvazione”.

Così il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini ha commentato i fatti, ricordando i contenuti del provvedimento del governo che introduce un sistema sanzionatorio improntato a una maggiore severità per chi commette delitti contro il patrimonio culturale. Per chi deturpa o imbratta i beni culturali le norme, ora all’esame del parlamento, raddoppiano le pene da un minimo di un anno a un massimo di 5 anni di reclusione.